Diversi media palestinesi e la Afp riferiscono di un’automobile colpita nella zona centrale di Gaza da un raid israeliano e di cinque persone morte, tra cui ci sarebbero alcuni reporter. I giornalisti uccisi, secondo l’agenzia francese sarebbero tre, compreso un freelance che in precedenza aveva lavorato con la Afp. L’Idf non ha ancora commentato.
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\”L’Onu non è stata di grande aiuto. Sono un grande sostenitore del potenziale dell’Onu, ma non è mai stato all’altezza del suo potenziale\”, ha detto Trump ai giornalisti. \”L’Onu avrebbe dovuto risolvere tutte le guerre che ho risolto\” e quindi il “Board of Peace potrebbe sostituire l’Onu”. Il presidente Usa avrebbe convocato i capi di Stato e di governo a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell’Iran. Intervenendo alla Knesset, il premier ha avvertito che se Teheran \”commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l’Iran non ha ancora conosciuto\”.
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“,”postId”:”730711b6-12b0-43a8-b2ce-13ddccd6907a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}}],”posts”:[{“timestamp”:”2026-01-21T22:32:00.463Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T23:32:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump”,”content”:”
Il presidente degli Stati Uniti ha coinvolto a vari livelli il Paese in crisi internazionali talvolta già aperte ma anche ‘battezzate’ dallo stesso tycoon. Se in Venezuela gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare per catturare il dittatore Nicolas Maduro e adesso si discute del futuro del Paese, la Groenlandia è finita al centro dell’attenzione di Trump che la considera “fondamentale” per la sicurezza a stelle e strisce. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con il regime degli ayatollah che sembra in bilico, ma non solo. Un clima di tensione tale che, secondo il commissario Ue Andrius Kubilius, per l’Europa \”adesso è il momento di realizzare\” quanto prefissato sulla difesa, \”perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti\”.
“,”postId”:”3c62905b-ab0c-4ca3-9e00-12cb9434d6c8″,”postLink”:{“title”:”Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/11/fronti-aperti-trump”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/add5c49b8c93c056d8f708e0462c629e213af700/skytg24/it/mondo/2026/01/11/fronti-aperti-trump/hero_getty_us_state_departmen_donroe.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T22:11:00.597Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T23:11:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:” Israele-Palestina, da Oslo a Sharm el-Sheikh: i piani di pace negli ultimi decenni”,”content”:”
Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell’accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l’impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.
“,”postId”:”0546853c-b58e-4fe6-81d3-a7876a9c8a76″,”postLink”:{“title”:”Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/israele-palestina-pace-piani”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/109f4c6e66aad5b71647ac9d7eb42ea1d01d862a/skytg24/it/mondo/2024/02/16/israele-palestina-piani-pace/hero_palestina_israele_ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T21:50:30.730Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T22:50:30+0100″,”video”:{“videoId”:”1068132″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/politica/video/tregua-gaza-meloni-aperti-a-board-of-peace-ma-serve-tempo-1068132″},”altBackground”:true,”postId”:”6554741f-6785-4d6a-8955-23c929f62a29″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T21:38:00.844Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T22:38:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Proteste in Iran, decine di vittime chiuse nei sacchi neri. VIDEO”,”content”:”
Familiari si sono radunati fuori dal centro di medicina legale di Kahrizak, a Teheran, per identificare i corpi delle vittime delle proteste. La tv di Stato ha mostrato sacchi mortuari parlando di morti causate da “terroristi armati”.
“,”postId”:”70101172-3835-439b-b827-f97bc60fed00″,”postLink”:{“title”:”Proteste in Iran, decine di vittime chiuse nei sacchi neri. VIDEO”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/video/2026/01/12/proteste-iran-vittime-sacchi-neri-1065567″,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/8bfbad5a60878165165518be732449817f7a6b5a/skytg24/it/mondo/video/2026/01/12/proteste-iran-vittime-sacchi-neri-1065567/sacchi_neri_iran.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T21:03:00.578Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T22:03:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?”,”content”:”
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
“,”postId”:”96fd9a9e-39c7-41a0-8b36-3258be2197cf”,”postLink”:{“title”:”Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?”,”url”:”https://tg24.sky.it/economia/2026/01/14/trump-dazi-usa-iran”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/2c8ea6905ce3f532461b182c4e0b6e2d8f15b6ad/skytg24/it/economia/2026/01/14/iran-usa-dazi/collage_iran_numeri_ansa_tg24.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T20:49:04.219Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T21:49:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Meloni: \”Sul Board per Gaza c’è un problema costituzionale\””,”content”:”
La presidente del Consiglio, ospite della puntata per i 30 anni di Porta a porta, spiega che nell’Artico \”sicuramente c’è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi e che fanno gola a molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo\”. E sul Board per Gaza: \”La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all’articolo 11\” della Costituzione.
“,”postId”:”deea99df-ae09-4041-a356-2c93f2f12694″,”postLink”:{“title”:”Meloni: ‘Sul Board per Gaza c’è un problema costituzionale'”,”url”:”https://tg24.sky.it/politica/2026/01/21/meloni-intervista-groenlandia-gaza”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/806b98ad99a7c023e8740ac16f979f968242912a/skytg24/it/politica/2026/01/21/meloni-intervista-groenlandia-gaza/meloni_ansa.JPG?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T20:44:00.417Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T21:44:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: \”Putin ha accettato il mio invito nel Board of Peace per Gaza\””,”content”:”
Vladimir Putin \”ha accettato il mio invito di entrare nel Board of Peace per Gaza\”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Cnbc. Poco prima, il presidente russo aveva riferito di aver ricevuto l’invito nell’organismo e che lo stava valutando. Nonostante il Cremlino abbia finora dichiarato di essere ancora in fase di valutazione Trump ha detto che Putin \”è stato invitato e ha accettato. Molte persone hanno accettato\”. Alla domanda sulle critiche per aver contattato figure discutibili, Trump ha risposto che alcune erano \”controverse\”, ma \”se invitassi solo persone irreprensibili, non ci sarebbe molta gente\”.
“,”postId”:”e5b6fd22-acfb-4593-87ca-8e27548c0892″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T20:37:00.890Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T21:37:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, cosa potrebbe succedere in caso di un attacco Usa. Gli scenari”,”content”:”
Per il momento la Casa Bianca sembra aver congelato ogni ipotesi di intervento in Iran. Ma cosa potrebbe succedere qualora la situazione cambiasse?
“,”postId”:”220da19b-e24f-4efd-bd54-ee34332fd7aa”,”postLink”:{“title”:”Iran, cosa potrebbe succedere in caso di un attacco Usa. Gli scenari”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/16/iran-usa-attacco-cosa-succede”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/21f8751b380ebdd788132ea07ddb96f7d74fee3b/skytg24/it/mondo/2026/01/16/iran-usa-attacco-cosa-succede/ira_usa1_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T20:18:12.937Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T21:18:12+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin ringrazia Trump per invito al Board of Peace: \”Valuteremo la proposta\””,”content”:”
Il presidente russo Vladimir Putin ha ringraziato Donald Trump per averlo invitato a entrare nel Board of Peace. Lo riporta l’agenzia Tass, precisando inoltre che il leader russo ha incaricato il ministero degli Esteri di studiare la proposta per il Consiglio di Pace e di consultarsi con i suoi partner. \”Solo allora saremo in grado di rispondere all’invito rivoltoci\”, ha dichiarato Putin durante un incontro con il Consiglio di Sicurezza russo.
“,”postId”:”54e92a40-23e2-4519-90c2-a429dc05a57c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T20:02:00.560Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T21:02:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, demolita la sede dell’Unrwa a Gerusalemme Est”,”content”:”
Il governo di Netanyahu ha ripetutamente accusato l’Unrwa di fornire copertura ai miliziani di Hamas, sostenendo che alcuni dei suoi dipendenti hanno preso parte al massacro del 7 ottobre 2023. \”Questo è un attacco senza precedenti e costituisce una grave violazione del diritto internazionale\”, ha dichiarato Roland Frierich, direttore dell’Unrwa in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
“,”postId”:”93e20b3c-c808-4c0a-906d-bcc792b4a5a7″,”postLink”:{“title”:”Israele, demolita la sede dell’Unrwa a Gerusalemme Est”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/20/israele-gerusalemme-est-unrwa-demolizione”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/488a9a36887994c92f7d94618dd382157eb11af1/skytg24/it/mondo/2026/01/20/israele-gerusalemme-est-unrwa-demolizione/GettyImages-2256646591.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T19:36:00.286Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T20:36:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, la timeline delle proteste: una sfida costante al regime”,”content”:”
Tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno, il Paese è di nuovo sceso in piazza per esprimere con forza il proprio dissenso al regime di Ali Khamenei, che ha reagito con una durissima repressione: si parla di decine di migliaia di morti. Questa volta la miccia è stato il crollo della moneta, ma l’Iran è ormai da tempo teatro di frequenti mobilitazioni popolari contro il potere.
“,”postId”:”a3387f5b-035c-4ade-8636-06eeca16cb84″,”postLink”:{“title”:”Iran, la timeline delle proteste: una sfida costante al regime”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/iran-proteste”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/e560598b7f3019e964928c67ed5e05ae76b5306d/skytg24/it/mondo/approfondimenti/iran-proteste/hero_iran_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T19:01:00.010Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T20:01:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Con il Board of Peace Trump vuole creare una nuova Onu?”,”content”:”
Nei piani iniziali, l’organismo avrebbe dovuto gestire e supervisionare la transizione a Gaza, vigilando sul rispetto del cessate il fuoco. Ora, però, si è trasformato in qualcosa di diverso e più ambizioso che mira a modificare l’attuale assetto delle istituzioni internazionali.
“,”postId”:”08d004e0-28cb-4c1b-91ad-6987e804099f”,”postLink”:{“title”:”Con il Board of Peace Trump vuole creare una nuova Onu?”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/20/board-of-peace-trump-putin”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/8408467bdb7b86add155f471164580d2e6671016/skytg24/it/mondo/2026/01/20/board-of-peace-trump-putin/donald-trump-GettyImages-2256616821.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:55:53.484Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:55:53+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Meloni: \”Lo statuto del Board per Gaza incompatibile con l’articolo 11\””,”content”:”
\”La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all’articolo 11\” della Costituzione, \”quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto\” del Board of Peace per Gaza. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.
“,”postId”:”d4adfa71-afd3-4398-b25a-7fd303a56e6a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:53:00.187Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:53:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Meloni: \”Board per Gaza non diventerà una Onu privata\””,”content”:”
\”È un dubbio che ho letto, non credo un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite\”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1, intervistata da Bruno Vespa ed Enrico Mentana che le ha domandato se con il Board per Gaza si sia il rischio di avere una \”Onu privata\”. Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato e tra l’altro – ha aggiunto Meloni – ricordo che il Board of Peace nasce nell’ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite. Sono altri i profili che sono per noi problematici\”.
“,”postId”:”6fa6c3f6-69c3-4c32-93dc-b83e3a0f13bd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:45:33.975Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:45:33+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/e34c72b422501413abeb938323e326ac5c6362fc/social-cards/skytg24/2025/01/25/original-99cb7d8f-48c1-4558-95a2-68edf62a623f.jpg”,”imgAlt”:”Meloni”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Meloni: \”Problema costituzionale, serve più tempo per il Board per Gaza\””,”content”:”
Sul Board per Gaza \”la posizione dell’Italia è di apertura: noi siamo aperti, disponibili e interessati. Per almeno due ragioni. La prima è che l’Italia può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia e dell’Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante. C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione, questo non ci consente di firmare sicuramente domani, però ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura\”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.
“,”postId”:”7ec9f7ee-1420-460e-8e8b-ba16b1bdc8ab”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:33:00.314Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:33:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, fonti ufficiali: \”3.117 persone uccise nelle proteste, oltre 2.400 martiri\””,”content”:”
Nelle proteste contro il regime di Teheran sono morte 3.117 persone, tra cui 2.427 \”martiri\”, vale a dire membri delle forze di sicurezza. E’ il bilancio fornito dalla Fondazione iraniani per i veterani e i martiri, citata dalla tv di stato. Si tratta di una cifra ben lontana dalle migliaia di vittime riferita da diverse ong, che hanno denunciato la repressione violenta delle autorità delle manifestazioni iniziate il 28 dicembre scorso.
“,”postId”:”709270c8-82e8-4fd0-9e04-9a5a72b905d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:28:00.322Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:28:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Haaretz: \”Netanyahu non sarà alla firma del Board of peace, pesa il mandato di arresto\””,”content”:”
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il primo ministro Benyamin Netanyahu non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione del Consiglio per la pace, domani al World Economic Forum, dopo che la Svizzera ha dichiarato di essere \”obbligata a collaborare\” con il mandato di arresto della Corte penale internazionale per i presunti crimini di guerra del premier. \”In quanto parte dello Statuto di Roma, la Svizzera è tenuta a collaborare con la Corte penale internazionale\”, ha dichiarato l’Ufficio federale di giustizia a Haaretz. \”In linea di principio, la Svizzera sarebbe tenuta ad arrestare gli imputati che dovessero entrare in Svizzera in questo momento, a condizione che la Cpi abbia emesso un mandato d’arresto corrispondente o una richiesta di arresto basata su di esso, e ad avviare la procedura di consegna alla Corte penale internazionale\”.
“,”postId”:”b831a3e8-7d0b-448b-afdf-d8351f2a63e9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:23:46.225Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:23:46+0100″,”video”:{“videoId”:”1068084″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/iran-autobus-incendiati-a-teheran-dopo-le-proteste-1068084″},”altBackground”:true,”title”:”Iran, autobus incendiati a Teheran dopo le proteste. VIDEO”,”postId”:”eb3d2f8e-517c-482f-a5dc-bc5d9df292ee”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:12:44.245Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:12:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele bombarda edifici in sud Libano dopo evacuazione”,”content”:”
Israele ha bombardato una serie di edifici di\ncui aveva precedentemente ordinato l’evacuazione in cinque diverse città del Libano meridionale, nella seconda ondata di attacchi di questo tipo in meno di una settimana, sostenendo che fossero stati utilizzati da Hezbollah. In circa due ore, diversi edifici sottoposti a ordine di evacuazione sono stati colpiti nelle città di Al Kharayeb, Quennarit, Jarjoua, Al Kafour e Ansar. Nel caso di Ansar, un edificio è stato \”totalmente\” distrutto, ha riportato l’Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Gli attacchi sono avvenuti dopo che il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha invitato i residenti della zona ad allontanarsi entro un raggio di 300 metri dagli edifici, che, a suo dire, erano utilizzati da Hezbollah. Da parte sua, l’esercito libanese ha condannato le azioni in una dichiarazione, ritenendole un\nostacolo alle sue operazioni, un terrore per la popolazione e lo\nsfollamento di \”decine\” di famiglie. \”Gli attacchi e le violazioni\nisraeliane contro il Libano continuano a colpire edifici e abitazioni\ncivili in diverse aree, più recentemente in villaggi del sud. Questa è\nuna flagrante violazione della sovranità e della sicurezza del Libano, dell’accordo di cessate il fuoco e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite\”, si legge nella dichiarazione.
“,”postId”:”8331b4bf-259b-4e30-b8e5-feeabe0cc34a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T18:01:14.732Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T19:01:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Hamas: \”l’uccisione dei giornalisti a Gaza è un crimine di guerra\””,”content”:”
Hamas, la Jihad islamica e il Forum dei giornalisti palestinesi hanno condannato, separatamente, l’uccisione di tre giornalisti al seguito del Comitato egiziano di soccorso che porta il numero complessivo dei reporter che hanno perso la vita a Gaza a 260. \”L’uccisione di Muhammad Qashta, Abdul Raouf Shaath e Anas Ghneim mentre svolgevano il loro lavoro giornalistico nei campi profughi nella Striscia di Gaza centrale – si legge in una nota di Hamas e della Jihad riportata da Quds news -, costituisce un crimine di guerra e una pericolosa escalation di flagranti violazioni\”. Il Palestinian Journalists Forum, un’organizzazione indipendente, ha affermato che l’escalation di attacchi ai giornalisti \”è il risultato diretto dell’impunità dell’occupazione e di un disperato tentativo di intimidire i professionisti dei media e impedire loro di denunciare i suoi crimini genocidi\”. I media arabi parlano, in generale, di un \”attacco mirato e deliberato\” contro il convoglio egiziano. Secondo Ahram online, Shaath aveva lavorato in passato per la Afp come fotoreporter.
“,”postId”:”4d2b6e40-c4cd-4679-be0b-c556301c1857″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T17:40:31.696Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T18:40:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: \”demolizione sede Unrwa grave attacco e violazione obblighi Israele\””,”content”:”
La decisione delle autorità israeliane di demolire la sede dell’Agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente (Unrwa) a Gerusalemme Est \”rappresenta un grave attacco\” contro di essa e \”costituisce una violazione degli obblighi di Israele ai sensi della Convenzione sui privilegi e le immunità\”, secondo la quale gli Stati membri dell’Onu devono proteggere e rispettare l’inviolabilità dei locali dell’ente. Lo scrive Anouar En Anouni, portavoce del Servizio di azione esterna europea, in un comunicato. \”L’Ue rimane una convinta sostenitrice delle Nazioni Unite, di cui l’Unrwa fa parte, ed è pienamente impegnata a favore di un sistema multilaterale basato sul diritto internazionale e sui principi della Carta dell’Onu. Le agenzie dell’Onu attuano tali principi e svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della sicurezza globale e nella protezione e nel soddisfacimento dei diritti umani fondamentali\”, prosegue En Anouni, sottolineando che l’Ue \”si impegna a continuare il proprio sostegno politico e finanziario all’Unrwa\”, \”un importante fornitore di aiuti umanitari, istruzione e servizi sanitari nel territorio palestinese occupato.
“,”postId”:”529939fd-5ee2-40df-b880-e75833cb019c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T17:13:41.124Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T18:13:41+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele ordina evacuazioni a Gaza nonostante il cessate il fuoco”,”content”:”
L’esercito israeliano ha lanciato volantini su un villaggio vicino a Khan Younis, ordinando alle famiglie di evacuare, mentre nuovi attacchi e demolizioni venivano segnalati nel nord. Lo riporta la stampa araba. L’ordine di sfollamento era rivolto a decine di famiglie di un villaggio nel sud di Gaza, Bani Suheila, a est di Khan Younis, segnando la prima evacuazione forzata dopo la firma di un accordo di cessate il fuoco a ottobre e segnalando una nuova escalation sul campo. Bani Suheila si trova vicino alla Linea Gialla che separa il territorio occupato da Israele dal resto di Gaza. \”Messaggio urgente. La zona è sotto il controllo delle IDF. Dovete evacuare immediatamente\”, si leggeva sui volantini. L’esercito israeliano ha confermato di aver lanciato i volantini, ma ha affermato che non avevano lo scopo di sfollare i residenti. Israele ha costretto allo sfollamento oltre il 90% dei 2,2 milioni di abitanti di Gaza, emettendo centinaia di cosiddetti ordini di evacuazione che hanno costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
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L’Arabia Saudita, il Qatar e altri sei Paesi arabi e musulmani hanno accettato l’invito a partecipare al Board of Peace di Donald Trump. Lo rende noto un comunicato della diplomazia saudita. Nella nota Riad annuncia la \”decisione comune\” dei ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Qatar, Egitto, Giordania, Emirati, Turchia, Indonesia e Pakistan di unirsi al Board voluto da Trump sottolineando i suoi \”sforzi a favore della pace\”.
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L’Arabia Saudita e il Qatar hanno accettato l’invito del presidente americano, Donald Trump, ad aderire al Board per la pace nell’ambito del piano per Gaza.
“,”postId”:”e700e375-9d49-4eb5-bf12-40d6e1ddc620″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T16:49:48.510Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T17:49:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: ‘tutti vogliono far parte del Board of Peace'”,”content”:”
Al Board of Peace \”abbiamo persone fantastiche che vogliono unirsi. Sarà il consiglio più prestigioso mai formato. Tutti vogliono farne parte\”. Lo ha detto Donald Trump.
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Tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni ci sono stati contatti e si è rilevata \”massima consonanza\” di vedute sul tema del Board of Peace. Lo si è appreso in ambienti parlamentari. La decisione del governo sulla partecipazione dell’Italia è attesa nelle prossime ore ma già esponenti della maggioranza hanno manifestato le loro perplessità all’entrata dell’Italia nel Board ideato dal presidente americano Donald Trump.
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Papa Leone è stato invitato a far parte del “board of peace” del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha detto il Segretario di Stato di Sua Santità, cardinale Pietro Parolin, in occasione dell’evento organizzato da Osservatorio for Independent Thinking. “Il Papa ha ricevuto un invito e stiamo valutando cosa fare”, ha detto Parolin. “Credo che sarà qualcosa che richiederà un po’ di tempo per essere valutato prima di dare una risposta”.
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\”Vediamo che cosa succederà\”, ha detto poi Parolin all’evento organizzato da Osservatorio for Independent Thinking, intervistato dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana e dalla giornalista Maria Latella, \”ma il problema è proprio questo: che in tanti anni non si è mai avviata una vera azione per i palestinesi\” per i loro diritti \”quindi benvenuta la formula che sempre più Paesi sostengono ma si deve trovare una modalità per assicurare al popolo palestinese il diritto di avere una terra dove vivere in pace\”.
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La soluzione di due popoli, due Stati per Israele e Palestina e’ ancora attuabile? “La direzione e’ chiara: come S. Sede abbiamo riconosciuto lo stato di Palestina”, da tempo “e anche altri Paesi“ si sono allineati in tal senso “dopo gli avvenimenti a Gaza. E’ ancora attuabile? Non lo so però da un punto di vista teorico la cosa per noi è chiara, da un punto di vista pratico invece è più difficile“. Lo ha riconosciuto il segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, ad un evento a Roma organizzato da Osservatorio for Independent Thinking, con settecento studenti.
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Modificando le informazioni fornite in precedenza da diverse fonti di Gaza, il ministero della Salute di Hamas precisa che dall’alba di oggi otto persone ( e non 11) sono state uccise e sei ferite nella Striscia di Gaza. La nota riferisce che gli ospedali hanno ricevuto sei feriti e i corpi di otto vittime, senza indicare identità, luoghi precisi né la gravità delle ferite. I media palestinesi hanno scritto che tra i morti vi sarebbero una donna e un bambino uccisi nei pressi di Khan Younis, nel sud della Striscia, tre membri della stessa famiglia, incluso un minore, uccisi nel campo profughi di Bureij, nella parte centrale, e tre giornalisti che lavoravano per un’agenzia di aiuti governativa egiziana, uccisi nell’area di al Zahra, nel centro di Gaza. Secondo le stesse fonti, l’ospedale Nasser di Khan Younis ha ricevuto i corpi di Hanan Hamdan, 32 anni, uccisa sul lato della linea di cessate il fuoco controllato da Hamas, e di Moatasem al Sharafi, 13 anni, ucciso sul lato controllato da Israele. L’ospedale dei Martiri di al Aqsa, a Deir al Balah, avrebbe ricevuto i corpi di Sirhan, Muhammad e Mussa al Rajoudi, di 10, 37 e 22 anni, uccisi nei pressi della città sul lato controllato da Hamas. Non vi è stato un commento immediato dell’Idf sui singoli episodi. L’esercito afferma regolarmente di aprire il fuoco contro uomini armati che attraversano la linea di cessate il fuoco e rappresentano una minaccia per le truppe. Per quanto riguarda i tre giornalisti, Abed Shaat, Anas Ghoneim e Muhammad Qashta, il Comitato egiziano di soccorso ha dichiarato che sono stati uccisi mentre documentavano un accampamento umanitario nell’area di al Zahra. L’Idf ha affermato che i tre stavano pilotando un drone affiliato ad Hamas e ritenuto una minaccia per i soldati israeliani presenti nella zona.
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La Germania ha rifiutato l’invito del presidente Usa, Donald Trump, ad aderire al Board of Peace. E’ quanto emerge da un documento del ministero degli Esteri di Berlino ottenuto dallo Spiegel.
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Secondo l’agenzia di stampa statale siriana, il Ministero della Difesa di Damasco ha dichiarato che sette soldati sono stati uccisi in un attacco con droni condotto dalle forze curde nella regione di Hasakah, nel nord-est della Siria.
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\”Sapremo presto se Hamas accetterà di rinunciare alle armi\”: lo ha detto Donald Trump in una intervista sul palco di Davos.
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Berlino non ha ancora escluso del tutto la sua partecipazione al Board of Peace di Gaza e tuttavia il cancelliere Friedrich Merz non parteciperà domani alla cerimonia ufficiale della firma. Lo ha spiegato il portavoce del cancelliere in conferenza stampa a Berlino, rispondendo alle domande dei giornalisti in proposito. \”A causa della sua agenda il cancelliere tedesco Friedrich Merz partirà da Davos prima\”, ha spiegato Steffen Mayer. Sulla posizione tedesca ha ribadito: \”Noi ringraziamo dell’invito e condividiamo l’obiettivo della pace\”. Ma sulla partecipazione la riflessione della Germania è ancora in corso.
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Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, cinque palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza centrale e meridionale. Wafa riferisce che \”a Deir al Balah tre persone, tra cui un minore, sono morte in seguito a colpi di artiglieria, a Khan Younis un minore è stato ucciso dal fuoco israeliano a est del centro urbano, mentre una donna è morta in un altro episodio avvenuto a sud della città\”. Per il momento l’esercito israeliano ha reso noto che un terrorista palestinese ha superato la Linea Gialla avvicinandosi alle truppe ed è stato ucciso.
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Diversi media palestinesi e la Afp riferiscono di un’automobile colpita nella zona centrale di Gaza da un raid israeliano e di cinque persone morte, tra cui ci sarebbero alcuni reporter. I giornalisti uccisi, secondo l’agenzia francese sarebbero tre, compreso un freelance che in precedenza aveva lavorato con la Afp. L’Idf non ha ancora commentato.
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La polizia israeliana ha permesso agli ebrei di entrare nel complesso del Monte del Tempio (la Spianata delle Moschee per i musulmani) a Gerusalemme con pagine stampate contenenti preghiere, segnando una significativa rottura con lo status quo che vieta la preghiera ai fedeli non islamici. Diversi ebrei sono entrati oggi nel complesso con un opuscolo liturgico pubblicato dalla Yeshivah del Monte del Tempio, i cui dirigenti sono vicini al ministro per la Sicurezza nazionale e leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir. Oltre alle istruzioni per i visitatori, la pagina includeva l’Amidah, una delle preghiere principali dell’ebraismo.
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E’ di tre morti e diversi feriti il bilancio di un attacco aereo israeliano contro un veicolo nella zona di al-Zahra, nella Striscia di Gaza centrale. Lo rendono noto i media palestinesi
“,”postId”:”daf1699c-3292-4934-9f23-f6fe63ae690f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T12:29:45.607Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T13:29:45+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Schlein: proposta Board of Peace è inaccettabile”,”content”:”
\”La proposta del Board of Peace è inaccettabile\”. Lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, incontrando i giornalisti. \”L’Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali che sono quelle del dialogo tra popoli e tra Stati e dove prevale il dialogo e non l’uso della forza, non la legge del più forte che vuol far prevalere Trump che con questa proposta vorrebbe smantellare definitivamente le Nazioni unite e creare una Onu a pagamento\”, ha aggiunto.
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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rientrerà da Strasburgo a Bruxelles per preparare il vertice Ue informale di domani, e non sarà quindi a Davos domani mattina per la cerimonia organizzata dal presidente Usa, Donald Trump, per l’istituzione del Board of Peace. Lo ha confermato il portavoce aggiunto della Commissione europea, Olof Gill, nel briefing quotidiano con la stampa.
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Sotto la pressione degli Stati Uniti, Israele sta valutando di ritirarsi dall’accordo di Parigi e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Lo riferisce Haaretz, secondo cui il ministero degli Esteri israeliano sta discutendo del possibile ritiro di Israele dall’accordo di Parigi. Il primo dibattito sull’argomento ha avuto luogo martedì, mentre un altro avrà luogo oggi. Una fonte governativa di alto livello ha dichiarato a Haaretz che una decisione del genere avrà implicazioni di vasta portata per l’economia e la diplomazia israeliane. \”Questa è una dichiarazione al mercato e al mondo che non riconosciamo la gravità della crisi climatica\”, ha affermato la fonte. Finora tutti i governi israeliani hanno riconosciuto la crisi climatica e hanno promesso di affrontarla e di rispettare gli obblighi internazionali dell’Accordo di Parigi, raggiunto alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2015. Il governo aveva anche precedentemente sostenuto la stesura di una legge sul clima volta a consentire a Israele di rispettare i propri obblighi internazionali. Secondo una fonte governativa, i funzionari specializzati in cambiamenti climatici del ministero della Protezione Ambientale e dello Stato Maggiore della Sicurezza Nazionale sono stati esclusi dalla discussione di martedì al Ministero degli Esteri.
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Il portavoce presidenziale russo, Dmitrij Peskov, ha detto che domani il presidente Vladimir Putin incontrerà al Cremlino il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas). Lo riportano le agenzie russe
“,”postId”:”7b62bd78-794a-49d3-bd3e-9351c9364834″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T10:49:14.670Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T11:49:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Erdogan alle forze curde in Siria, ‘deponete le armi'”,”content”:”
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha invitato le forze curde di Siria (Sdf) a deporre le armi, in seguito a settimane di scontri con i militari di Damasco nel nord del Paese, che hanno portato poi a un accordo per il cessate il fuoco, mentre gran parte dei territori controllati dalle Sdf per circa un decennio sono stati conquistati dall’esercito governativo del leader siriano Ahmad Al Sharaa. \”La nostra speranza è che questa questione venga risolta definitivamente senza ulteriori spargimenti di sangue, che l’organizzazione terroristica, confinata in alcune aree della Siria settentrionale, deponga le armi, venga eliminata e che cessino ulteriori conflitti. È impossibile per l’organizzazione terroristica mantenere la sua presenza nelle aree in cui è confinata. In questa fase, ricorrere alle provocazioni è chiaramente un suicidio\”, ha affermato Erdogan, come riferisce la tv di Stato Trt. \”Siamo pienamente soddisfatti dell’accordo per il cessate il fuoco raggiunto ieri\”, ha aggiunto il presidente turco, in un discorso al gruppo parlamentare del suo partito Akp. \”Abbiamo ripetutamente dichiarato che non possiamo tollerare l’istituzione di una struttura separatista che rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza del nostro Paese lungo i confini meridionali della Turchia\”, ha aggiunto Erdogan, ribadendo il sostegno di Ankara per \”l’esistenza di un unico Stato siriano che preservi l’integrità territoriale e possieda unità politica\”.
“,”postId”:”389b29df-c6c2-448e-a697-3542c3d81cc2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T10:47:00.351Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T11:47:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Commissaria Ue condanna la demolizione della sede Unrwa a Gerusalemme Est”,”content”:”
La commissaria Ue alle Emergenze Hadja Lahbib condanna \”la decisione israeliana di entrare con la forza e demolire il complesso delle Nazioni Unite di Sheikh Jarrah gestito dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa) situato a Gerusalemme Est\” ed esorta \”le autorità israeliane a porre fine a tale azione, che viola gli obblighi di Israele derivanti dalla Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, secondo la quale gli Stati membri dell’Onu devono proteggere e rispettare l’inviolabilità dei locali dell’Onu\”. La commissaria ribadisce il sostegno dell’Ue all’Onu e \”all’ordine internazionale multilaterale e basato su regole di cui l’Unrwa fa parte\”. \”L’Ue – sottolinea in una nota – si impegna a continuare il suo sostegno politico e finanziario all’Unrwa. Il funzionamento dell’Unrwa contribuisce a mantenere condizioni favorevoli alla pace e alla sicurezza e qualsiasi interruzione del suo lavoro ha ripercussioni umanitarie, politiche e socioeconomiche significative\”.
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L’Azerbaigian ha dichiarato di aver accettato l’invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a unirsi al ‘Board of Peace’. Lo riporta sul suo sito la Reuters. \”L’Azerbaigian, come sempre, è pronto a contribuire attivamente alla cooperazione internazionale, alla pace e alla stabilità\”, ha affermato il Ministero degli Esteri azero in una nota.
“,”postId”:”e914c98a-074b-4654-8b46-36c9ee7a4bac”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T09:30:00.781Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T10:30:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran, ‘taglieremo la mano che aggredirà Khamenei, Trump lo sa'”,”content”:”
– \”Non prestiamo attenzione alle chiacchiere di Trump sulle minacce al leader Ali Khamenei, ma Trump sa bene che l’Iran taglierà qualsiasi mano che si protenderà per aggredire il leader\”, ha avvertito ieri sera il portavoce delle forze armate Abolfazl Shekarchi, sottolineando che non si tratta solo di uno slogan. \”Daremo fuoco anche al loro mondo e non ci sarà alcun posto sicuro per loro nella regione\”, ha aggiunto, citato da Tasnim.
“,”postId”:”6cd4dfa8-61da-4112-92b5-83da6cfa1e97″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-01-21T09:23:24.451Z”,”timestampUtcIt”:”2026-01-21T10:23:24+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Wafa, coloni attaccano villaggio, due palestinesi feriti”,”content”:”
Due palestinesi sono rimasti feriti e diversi mezzi da lavoro, tra cui bulldozer, sono stati incendiati durante un attacco di coloni nei pressi di una cava nel villaggio di Urif, a sud di Nablus, in Cisgiordania. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa palestinese. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, che cita fonti di sicurezza, nell’attacco sono stati danneggiati anche attrezzi e altre attrezzature da lavoro presenti sul sito.
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Dopo la Francia, anche la Svezia ha annunciato che non partecipera’ al Consiglio di Pace promosso dal presidente Usa Donald Trump. Lo ha affermato a Davos il premier svedese Ulf Kristersson, citato dal quotidiano Aftonbladet. \”Ne discuteremo con gli altri Paesi dell’Ue, ma allo stato attuale del testo la Svezia non lo firmera’\”, afferma Kristersson.
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L’ufficio di intelligence della provincia del Sistan-Baluchistan ha annunciato che 11 membri del ‘gruppo takfiri di Ansarollah’ sono stati arrestati e che anche uno dei leader del gruppo, Golmohammad Shahoozehi, è stato ucciso durante operazioni militari congiunte delle Guardie Rivoluzionarie e delle forze di intelligence. Secondo l’Irna, i membri miravano a condurre attacchi terroristici nella provincia e diverse munizioni sono state loro sequestrate.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che \”pensiamo di sapere\” dove si trovi il corpo dell’ultimo ostaggio, il sergente maggiore della polizia israeliana Ran Gvili, nella Striscia di Gaza. Trump lo ha detto durante la conferenza stampa alla Casa Bianca: a sottolineare il passaggio è il Times of Israel. \”Ne hanno ancora uno e pensiamo di sapere dove si trovi, incredibile, sembrava che non ci saremmo mai avvicinati, ora ci sono quasi riusciti\”, ha detto Trump riferendosi ai resti di Gvili, scrive la testata israeliana. I genitori di Gvili, Itzik e Talik, hanno risposto che, alla luce delle dichiarazioni di Trump, gli Stati Uniti e Israele devono esercitare tutte le pressioni possibili per garantire che Hamas restituisca loro figlio.
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L’interruzione all’accesso a internet a livello nazionale in Iran è in corso da oltre 300 ore. Lo riporta l’osservatorio della rete Netblocks, che ha monitorato la restrizione imposta alla rete da quando è entrata in vigore l’8 gennaio, nel contesto delle proteste anti governative scoppiate in varie città del Paese il 28 dicembre a cause della crisi economica. \”Sono trascorse oltre 300 ore da quando l’Iran ha imposto un blackout nazionale di internet per nascondere le atrocità. Nel frattempo, il regime utilizza reti autorizzate e pubblica editoriali per influenzare l’opinione pubblica all’estero\”, si legge in un messaggio di Netblocks pubblicato su X. Secondo l’agenzia degli attivisti iraniani dei diritti umani Hrana, una Ong con sede negli Stati Uniti, le persone che hanno perso la vita durante le proteste sono almeno 4.519, mentre sono ancora in fase di verifica le segnalazioni riguardo alla morte di altri 9.049. Tra le persone uccise, 4.251 sono manifestanti, 33 sono minorenni, 197 sono membri delle forze di sicurezza e 38 sono civili non coinvolti nelle manifestazioni. Secondo la Ong, i feriti gravi sono stati 5.811 mentre le persone arrestate oltre 26mila.
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In una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan \”ha affermato che la Turchia segue da vicino gli sviluppi in Siria e che l’unità, la solidarietà e l’integrità territoriale della Siria sono importanti per la Turchia\”. Secondo quanto riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara, la telefonata \”ha affrontato anche la lotta contro l’Isis e la situazione dei membri dell’Isis nelle carceri siriane\”, mentre le forze curdo-siriane Sdf hanno abbandonato il campo di prigionia di al Hol nel nord est della Siria, dove vivono parenti dei membri dell’Isis, in seguito a settimane di scontri tra le Sdf e i gruppi armati affiliati al leader siriano Ahmad al Sharaa, mentre è stato siglato un accordo tra Damasco e le forze curde su cui si sta negoziando la messa in pratica. Durante il colloquio con Trump, Erdogan \”ha sottolineato che una Siria sviluppata, libera dal terrorismo e pacifica, con tutti i suoi elementi, contribuirebbe anche alla stabilità regionale\”.
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La Turchia \”continuerà ad agire in coordinamento con gli Stati Uniti\” per stabilire la pace nella Striscia di Gaza. Lo ha affermato il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, durante una telefonata con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. \”Sottolineando che gli sforzi per stabilire la pace a Gaza sono in corso, il presidente Erdogan ha osservato che la Turchia continuerà ad agire in coordinamento con gli Stati Uniti su questa questione\”, riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara in una nota sul colloquio telefonico, dove il leader turco \”ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Trump per l’invito al Consiglio per la Pace di Gaza\”.
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Nonostante le recenti critiche, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato di partecipare al Consiglio di Pace promosso dal presidente Usa Donald Trump per Gaza. Lo ha annunciato il suo ufficio. Sabato scorso, Netanyahu aveva avuto parole dure contro il Comitato esecutivo per Gaza, subordinato al Consiglio di Pace, nel quale Trump ha incluso il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il diplomatico qatariota Ali Al-Thawadi. L’annuncio di questo organismo \”non e’ stato coordinato con Israele ed e’ contrario alla sua politica\”, aveva dichiarato l’ufficio del premier. Israele si oppone a qualsiasi ruolo di Ankara nella Striscia.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti \”spazzerebbero via\” l’Iran se Teheran fosse responsabile di un suo assassinio. \”L’intero Paese verrebbe fatto saltare in aria – ha detto a Newsnation, aggiungendo di aver dato – istruzioni molto precise: se succede qualcosa, li cancelleranno dalla faccia della Terra\”. Le parole del presidente arrivano all’indomani dell’avvertimento di Teheran a Trump di non intraprendere alcuna azione contro la Guida suprema iraniana Ali Khamenei, pochi giorni dopo che lo stesso tycoon aveva invocato la fine del quasi quarantennale potere del leader religioso. \”Trump sa che se verrà tesa una mano di aggressione verso il nostro leader, non solo la taglieremo, ma daremo fuoco al loro mondo\”, ha dichiarato il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane
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L’Azerbaigian ha accettato di partecipare al Consiglio di Pace promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In un comunicato, il ministero degli Esteri di Baku ha annunciato che verra’ inviata a Washington una lettera ufficiale di conferma. \”L’Azerbaigian, come sempre, e’ pronto a contribuire attivamente alla cooperazione internazionale, alla pace e alla stabilita’\”, si legge nella nota.
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\”Ho dato delle istruzione chiare: se dovesse succedere qualcosa\” l’Iran \”sarà cancellato dalla faccia dalla terra\”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a NewsNation, rispondendo a chi gli chiedeva delle minacce iraniane contro di lui.
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L’Iran ha continuato ad arrestare i \”rivoltosi\” a seguito dell’ondata di proteste che hanno attraversato il Paese da settimane. Lo riferiscono i media e gli osservatori locali, puntando il dito contro le autorità che stanno attuando una repressione che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato migliaia di morti, sotto la copertura delle continue restrizioni di Internet. I media statali iraniani continuano a riportare regolarmente arresti di persone che, a loro dire, sono coinvolte in una \”operazione terroristica\” fomentata dagli acerrimi nemici di Teheran, Israele e Stati Uniti. La televisione di Stato ha annunciato oggi che 73 persone sono state arrestate per \”sedizione sionista-americana\” nel centro di Isfahan, sebbene la cifra a livello nazionale rimanga poco chiara. L’agenzia di stampa Tasnim ha dichiarato alla fine della scorsa settimana che erano state arrestate 3.000 persone, mentre i gruppi per i diritti umani hanno sostenuto che il numero stimato è salito a circa 25.000.
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Il Segretario generale dell’Onu ha condannato con la \”massima fermezza\” la decisione delle autorita’ israeliane di demolire il complesso di Sheikh Jarrah, che ospita l’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi, a Gerusalemme Est. Antonio Guterres considera \”del tutto inaccettabili le continue azioni contro l’Unrwa\”, definite \”incompatibili con i chiari obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale\”.
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Donald Trump ha confermato di aver invitato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva a partecipare al Consiglio di Pace sulla crisi di Gaza, iniziativa promossa dal leader statunitense. Lo ha dichiarato oggi alla Cnn, affermando di auspicare per Lula un \”ruolo importante\” all’interno del gruppo e sottolineando il buon rapporto personale con il capo dello Stato brasiliano. Secondo quanto riferito da Cnn Brasil, tuttavia, il governo di Brasilia guarda con prudenza all’invito. Fonti dell’esecutivo citate dall’emittente parlano di resistenze all’interno del Planalto, dove prevale la preoccupazione che, per come è stato concepito, il Consiglio finisca per concentrare un potere eccessivo nelle mani del presidente degli Stati Uniti. Al momento non è arrivata una conferma ufficiale da parte brasiliana sulla partecipazione di Lula, mentre la decisione finale resta oggetto di valutazioni politiche e diplomatiche in corso nella capitale verde-oro.
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L’esercito israeliano ha rinvenuto un deposito di armi in un tunnel durante le operazioni di rastrellamento sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco di Gaza, nel sud della Striscia. Lo ha reso noto l’Idf, aggiungendo che i soldati della 188ª Brigata corazzata e dell’unità d’élite del genio da combattimento Yahalom hanno trovato armi da fuoco, lanciarazzi e altre attrezzature militari nel pozzo.
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Il Board of Peace potrebbe sostituire le Nazioni Unite. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca, parlando del Consiglio per la pace per Gaza, che potrebbe prendere il posto dell’Onu, secondo il Tycoon inefficace nel porre fine alle guerre. \”L’Onu non è stata di grande aiuto. Sono un grande sostenitore del potenziale dell’Onu, ma non è mai stato all’altezza del suo potenziale\”, ha detto Trump ai giornalisti. \”L’Onu avrebbe dovuto risolvere tutte le guerre che ho risolto\”.
\n”,”postId”:”9bb15366-d395-4fad-9496-0b9667ca7c6f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}}]}” query='{“configurationName”:”LIVEBLOG_CONTAINER_WIDGET”,”liveblogId”:”5fc3f04c-35e3-40cc-bb06-f6e0884e6497″,”tenant”:”tg24″,”limit”:800}’ config='{“live”:true,”isWebView”:false,”postsPerPageMobile”:10,”postsPerPageDesktop”:10}’>
Si lavora per il board of Peace per Gaza. Secondo Giorgia Meloni “la posizione dell’Italia è di apertura: noi siamo aperti, disponibili e interessati. Però ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura”. Netanyahu dice sì, la Germania rifiuta. Vladimir Putin “ha accettato il mio invito di entrare nel Board of Peace per Gaza”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Cnbc.
Diversi media palestinesi e la Afp riferiscono di un’automobile colpita nella zona centrale di Gaza da un raid israeliano e di cinque persone morte, tra cui ci sarebbero alcuni reporter. I giornalisti uccisi, secondo l’agenzia francese sarebbero tre, compreso un freelance che in precedenza aveva lavorato con la Afp. L’Idf non ha ancora commentato.
“L’Onu non è stata di grande aiuto. Sono un grande sostenitore del potenziale dell’Onu, ma non è mai stato all’altezza del suo potenziale”, ha detto Trump ai giornalisti. “L’Onu avrebbe dovuto risolvere tutte le guerre che ho risolto” e quindi il “Board of Peace potrebbe sostituire l’Onu”. Il presidente Usa avrebbe convocato i capi di Stato e di governo a firmare lo Statuto del Comitato di Pace giovedì a Davos. Un gruppo di ministri del governo Netanyahu avrebbe deciso di non riaprire il valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che Israele risponderà con forza a qualsiasi attacco da parte dell’Iran. Intervenendo alla Knesset, il premier ha avvertito che se Teheran “commette un errore e ci attacca, agiremo con una forza che l’Iran non ha ancora conosciuto”.
Gli approfondimenti:
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Dal Venezuela a Iran fino alla Groenlandia, i fronti aperti da Trump
Il presidente degli Stati Uniti ha coinvolto a vari livelli il Paese in crisi internazionali talvolta già aperte ma anche ‘battezzate’ dallo stesso tycoon. Se in Venezuela gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare per catturare il dittatore Nicolas Maduro e adesso si discute del futuro del Paese, la Groenlandia è finita al centro dell’attenzione di Trump che la considera “fondamentale” per la sicurezza a stelle e strisce. Sullo sfondo restano le proteste in Iran, con il regime degli ayatollah che sembra in bilico, ma non solo. Un clima di tensione tale che, secondo il commissario Ue Andrius Kubilius, per l’Europa “adesso è il momento di realizzare” quanto prefissato sulla difesa, “perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti“.
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Israele-Palestina, da Oslo a Sharm el-Sheikh: i piani di pace negli ultimi decenni
Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell’accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l’impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.
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Proteste in Iran, decine di vittime chiuse nei sacchi neri. VIDEO
Familiari si sono radunati fuori dal centro di medicina legale di Kahrizak, a Teheran, per identificare i corpi delle vittime delle proteste. La tv di Stato ha mostrato sacchi mortuari parlando di morti causate da “terroristi armati”.
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Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata in una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
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Meloni: “Sul Board per Gaza c’è un problema costituzionale”
La presidente del Consiglio, ospite della puntata per i 30 anni di Porta a porta, spiega che nell’Artico “sicuramente c’è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi e che fanno gola a molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo”. E sul Board per Gaza: “La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all’articolo 11” della Costituzione.
Meloni: ‘Sul Board per Gaza c’è un problema costituzionale’
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Trump: “Putin ha accettato il mio invito nel Board of Peace per Gaza”
Vladimir Putin “ha accettato il mio invito di entrare nel Board of Peace per Gaza”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Cnbc. Poco prima, il presidente russo aveva riferito di aver ricevuto l’invito nell’organismo e che lo stava valutando. Nonostante il Cremlino abbia finora dichiarato di essere ancora in fase di valutazione Trump ha detto che Putin “è stato invitato e ha accettato. Molte persone hanno accettato”. Alla domanda sulle critiche per aver contattato figure discutibili, Trump ha risposto che alcune erano “controverse”, ma “se invitassi solo persone irreprensibili, non ci sarebbe molta gente”.
Putin ringrazia Trump per invito al Board of Peace: “Valuteremo la proposta”
Il presidente russo Vladimir Putin ha ringraziato Donald Trump per averlo invitato a entrare nel Board of Peace. Lo riporta l’agenzia Tass, precisando inoltre che il leader russo ha incaricato il ministero degli Esteri di studiare la proposta per il Consiglio di Pace e di consultarsi con i suoi partner. “Solo allora saremo in grado di rispondere all’invito rivoltoci”, ha dichiarato Putin durante un incontro con il Consiglio di Sicurezza russo.
Israele, demolita la sede dell’Unrwa a Gerusalemme Est
Il governo di Netanyahu ha ripetutamente accusato l’Unrwa di fornire copertura ai miliziani di Hamas, sostenendo che alcuni dei suoi dipendenti hanno preso parte al massacro del 7 ottobre 2023. “Questo è un attacco senza precedenti e costituisce una grave violazione del diritto internazionale”, ha dichiarato Roland Frierich, direttore dell’Unrwa in Cisgiordania e Gerusalemme Est.
Israele, demolita la sede dell’Unrwa a Gerusalemme Est
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Iran, la timeline delle proteste: una sfida costante al regime
Tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno, il Paese è di nuovo sceso in piazza per esprimere con forza il proprio dissenso al regime di Ali Khamenei, che ha reagito con una durissima repressione: si parla di decine di migliaia di morti. Questa volta la miccia è stato il crollo della moneta, ma l’Iran è ormai da tempo teatro di frequenti mobilitazioni popolari contro il potere.
Iran, la timeline delle proteste: una sfida costante al regime
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Con il Board of Peace Trump vuole creare una nuova Onu?
Nei piani iniziali, l’organismo avrebbe dovuto gestire e supervisionare la transizione a Gaza, vigilando sul rispetto del cessate il fuoco. Ora, però, si è trasformato in qualcosa di diverso e più ambizioso che mira a modificare l’attuale assetto delle istituzioni internazionali.
Con il Board of Peace Trump vuole creare una nuova Onu?
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Meloni: “Lo statuto del Board per Gaza incompatibile con l’articolo 11”
“La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all’articolo 11” della Costituzione, “quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto” del Board of Peace per Gaza. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.
Meloni: “Board per Gaza non diventerà una Onu privata”
“È un dubbio che ho letto, non credo un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1, intervistata da Bruno Vespa ed Enrico Mentana che le ha domandato se con il Board per Gaza si sia il rischio di avere una “Onu privata”. Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato e tra l’altro – ha aggiunto Meloni – ricordo che il Board of Peace nasce nell’ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite. Sono altri i profili che sono per noi problematici”.
Meloni: “Problema costituzionale, serve più tempo per il Board per Gaza”
Sul Board per Gaza “la posizione dell’Italia è di apertura: noi siamo aperti, disponibili e interessati. Per almeno due ragioni. La prima è che l’Italia può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia e dell’Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante. C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione, questo non ci consente di firmare sicuramente domani, però ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1.

©Ansa
Iran, fonti ufficiali: “3.117 persone uccise nelle proteste, oltre 2.400 martiri”
Nelle proteste contro il regime di Teheran sono morte 3.117 persone, tra cui 2.427 “martiri”, vale a dire membri delle forze di sicurezza. E’ il bilancio fornito dalla Fondazione iraniani per i veterani e i martiri, citata dalla tv di stato. Si tratta di una cifra ben lontana dalle migliaia di vittime riferita da diverse ong, che hanno denunciato la repressione violenta delle autorità delle manifestazioni iniziate il 28 dicembre scorso.
Haaretz: “Netanyahu non sarà alla firma del Board of peace, pesa il mandato di arresto”
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, il primo ministro Benyamin Netanyahu non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione del Consiglio per la pace, domani al World Economic Forum, dopo che la Svizzera ha dichiarato di essere “obbligata a collaborare” con il mandato di arresto della Corte penale internazionale per i presunti crimini di guerra del premier. “In quanto parte dello Statuto di Roma, la Svizzera è tenuta a collaborare con la Corte penale internazionale”, ha dichiarato l’Ufficio federale di giustizia a Haaretz. “In linea di principio, la Svizzera sarebbe tenuta ad arrestare gli imputati che dovessero entrare in Svizzera in questo momento, a condizione che la Cpi abbia emesso un mandato d’arresto corrispondente o una richiesta di arresto basata su di esso, e ad avviare la procedura di consegna alla Corte penale internazionale”.
Iran, autobus incendiati a Teheran dopo le proteste. VIDEO
Israele bombarda edifici in sud Libano dopo evacuazione
Israele ha bombardato una serie di edifici di
cui aveva precedentemente ordinato l’evacuazione in cinque diverse città del Libano meridionale, nella seconda ondata di attacchi di questo tipo in meno di una settimana, sostenendo che fossero stati utilizzati da Hezbollah. In circa due ore, diversi edifici sottoposti a ordine di evacuazione sono stati colpiti nelle città di Al Kharayeb, Quennarit, Jarjoua, Al Kafour e Ansar. Nel caso di Ansar, un edificio è stato “totalmente” distrutto, ha riportato l’Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Gli attacchi sono avvenuti dopo che il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha invitato i residenti della zona ad allontanarsi entro un raggio di 300 metri dagli edifici, che, a suo dire, erano utilizzati da Hezbollah. Da parte sua, l’esercito libanese ha condannato le azioni in una dichiarazione, ritenendole un
ostacolo alle sue operazioni, un terrore per la popolazione e lo
sfollamento di “decine” di famiglie. “Gli attacchi e le violazioni
israeliane contro il Libano continuano a colpire edifici e abitazioni
civili in diverse aree, più recentemente in villaggi del sud. Questa è
una flagrante violazione della sovranità e della sicurezza del Libano, dell’accordo di cessate il fuoco e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, si legge nella dichiarazione.
Hamas: “l’uccisione dei giornalisti a Gaza è un crimine di guerra”
Hamas, la Jihad islamica e il Forum dei giornalisti palestinesi hanno condannato, separatamente, l’uccisione di tre giornalisti al seguito del Comitato egiziano di soccorso che porta il numero complessivo dei reporter che hanno perso la vita a Gaza a 260. “L’uccisione di Muhammad Qashta, Abdul Raouf Shaath e Anas Ghneim mentre svolgevano il loro lavoro giornalistico nei campi profughi nella Striscia di Gaza centrale – si legge in una nota di Hamas e della Jihad riportata da Quds news -, costituisce un crimine di guerra e una pericolosa escalation di flagranti violazioni”. Il Palestinian Journalists Forum, un’organizzazione indipendente, ha affermato che l’escalation di attacchi ai giornalisti “è il risultato diretto dell’impunità dell’occupazione e di un disperato tentativo di intimidire i professionisti dei media e impedire loro di denunciare i suoi crimini genocidi”. I media arabi parlano, in generale, di un “attacco mirato e deliberato” contro il convoglio egiziano. Secondo Ahram online, Shaath aveva lavorato in passato per la Afp come fotoreporter.
Ue: “demolizione sede Unrwa grave attacco e violazione obblighi Israele”
La decisione delle autorità israeliane di demolire la sede dell’Agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente (Unrwa) a Gerusalemme Est “rappresenta un grave attacco” contro di essa e “costituisce una violazione degli obblighi di Israele ai sensi della Convenzione sui privilegi e le immunità”, secondo la quale gli Stati membri dell’Onu devono proteggere e rispettare l’inviolabilità dei locali dell’ente. Lo scrive Anouar En Anouni, portavoce del Servizio di azione esterna europea, in un comunicato. “L’Ue rimane una convinta sostenitrice delle Nazioni Unite, di cui l’Unrwa fa parte, ed è pienamente impegnata a favore di un sistema multilaterale basato sul diritto internazionale e sui principi della Carta dell’Onu. Le agenzie dell’Onu attuano tali principi e svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della sicurezza globale e nella protezione e nel soddisfacimento dei diritti umani fondamentali”, prosegue En Anouni, sottolineando che l’Ue “si impegna a continuare il proprio sostegno politico e finanziario all’Unrwa”, “un importante fornitore di aiuti umanitari, istruzione e servizi sanitari nel territorio palestinese occupato.
Israele ordina evacuazioni a Gaza nonostante il cessate il fuoco
L’esercito israeliano ha lanciato volantini su un villaggio vicino a Khan Younis, ordinando alle famiglie di evacuare, mentre nuovi attacchi e demolizioni venivano segnalati nel nord. Lo riporta la stampa araba. L’ordine di sfollamento era rivolto a decine di famiglie di un villaggio nel sud di Gaza, Bani Suheila, a est di Khan Younis, segnando la prima evacuazione forzata dopo la firma di un accordo di cessate il fuoco a ottobre e segnalando una nuova escalation sul campo. Bani Suheila si trova vicino alla Linea Gialla che separa il territorio occupato da Israele dal resto di Gaza. “Messaggio urgente. La zona è sotto il controllo delle IDF. Dovete evacuare immediatamente”, si leggeva sui volantini. L’esercito israeliano ha confermato di aver lanciato i volantini, ma ha affermato che non avevano lo scopo di sfollare i residenti. Israele ha costretto allo sfollamento oltre il 90% dei 2,2 milioni di abitanti di Gaza, emettendo centinaia di cosiddetti ordini di evacuazione che hanno costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case.
Arabia Saudita e altri 7 Paesi islamici parteciperanno al Board di Trump
L’Arabia Saudita, il Qatar e altri sei Paesi arabi e musulmani hanno accettato l’invito a partecipare al Board of Peace di Donald Trump. Lo rende noto un comunicato della diplomazia saudita. Nella nota Riad annuncia la “decisione comune” dei ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Qatar, Egitto, Giordania, Emirati, Turchia, Indonesia e Pakistan di unirsi al Board voluto da Trump sottolineando i suoi “sforzi a favore della pace”.
Arabia Saudita e Qatar accettano invito a board per pace
L’Arabia Saudita e il Qatar hanno accettato l’invito del presidente americano, Donald Trump, ad aderire al Board per la pace nell’ambito del piano per Gaza.
Trump: ‘tutti vogliono far parte del Board of Peace’
Al Board of Peace “abbiamo persone fantastiche che vogliono unirsi. Sarà il consiglio più prestigioso mai formato. Tutti vogliono farne parte”. Lo ha detto Donald Trump.
Massima consonanza tra Meloni e Mattarella su board of peace
Tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni ci sono stati contatti e si è rilevata “massima consonanza” di vedute sul tema del Board of Peace. Lo si è appreso in ambienti parlamentari. La decisione del governo sulla partecipazione dell’Italia è attesa nelle prossime ore ma già esponenti della maggioranza hanno manifestato le loro perplessità all’entrata dell’Italia nel Board ideato dal presidente americano Donald Trump.
Parolin: Santa Sede invitata al board of peace, stiamo valutando
Papa Leone è stato invitato a far parte del “board of peace” del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha detto il Segretario di Stato di Sua Santità, cardinale Pietro Parolin, in occasione dell’evento organizzato da Osservatorio for Independent Thinking. “Il Papa ha ricevuto un invito e stiamo valutando cosa fare”, ha detto Parolin. “Credo che sarà qualcosa che richiederà un po’ di tempo per essere valutato prima di dare una risposta”.
“Vediamo che cosa succederà”, ha detto poi Parolin all’evento organizzato da Osservatorio for Independent Thinking, intervistato dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana e dalla giornalista Maria Latella, “ma il problema è proprio questo: che in tanti anni non si è mai avviata una vera azione per i palestinesi” per i loro diritti “quindi benvenuta la formula che sempre più Paesi sostengono ma si deve trovare una modalità per assicurare al popolo palestinese il diritto di avere una terra dove vivere in pace”.
Parolin: ‘due popoli, due Stati soluzione sempre più difficile nella pratica’
La soluzione di due popoli, due Stati per Israele e Palestina e’ ancora attuabile? “La direzione e’ chiara: come S. Sede abbiamo riconosciuto lo stato di Palestina”, da tempo “e anche altri Paesi“ si sono allineati in tal senso “dopo gli avvenimenti a Gaza. E’ ancora attuabile? Non lo so però da un punto di vista teorico la cosa per noi è chiara, da un punto di vista pratico invece è più difficile“. Lo ha riconosciuto il segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, ad un evento a Roma organizzato da Osservatorio for Independent Thinking, con settecento studenti.
Hamas, otto morti e sei feriti nella Striscia di Gaza dall’alba
Modificando le informazioni fornite in precedenza da diverse fonti di Gaza, il ministero della Salute di Hamas precisa che dall’alba di oggi otto persone ( e non 11) sono state uccise e sei ferite nella Striscia di Gaza. La nota riferisce che gli ospedali hanno ricevuto sei feriti e i corpi di otto vittime, senza indicare identità, luoghi precisi né la gravità delle ferite. I media palestinesi hanno scritto che tra i morti vi sarebbero una donna e un bambino uccisi nei pressi di Khan Younis, nel sud della Striscia, tre membri della stessa famiglia, incluso un minore, uccisi nel campo profughi di Bureij, nella parte centrale, e tre giornalisti che lavoravano per un’agenzia di aiuti governativa egiziana, uccisi nell’area di al Zahra, nel centro di Gaza. Secondo le stesse fonti, l’ospedale Nasser di Khan Younis ha ricevuto i corpi di Hanan Hamdan, 32 anni, uccisa sul lato della linea di cessate il fuoco controllato da Hamas, e di Moatasem al Sharafi, 13 anni, ucciso sul lato controllato da Israele. L’ospedale dei Martiri di al Aqsa, a Deir al Balah, avrebbe ricevuto i corpi di Sirhan, Muhammad e Mussa al Rajoudi, di 10, 37 e 22 anni, uccisi nei pressi della città sul lato controllato da Hamas. Non vi è stato un commento immediato dell’Idf sui singoli episodi. L’esercito afferma regolarmente di aprire il fuoco contro uomini armati che attraversano la linea di cessate il fuoco e rappresentano una minaccia per le truppe. Per quanto riguarda i tre giornalisti, Abed Shaat, Anas Ghoneim e Muhammad Qashta, il Comitato egiziano di soccorso ha dichiarato che sono stati uccisi mentre documentavano un accampamento umanitario nell’area di al Zahra. L’Idf ha affermato che i tre stavano pilotando un drone affiliato ad Hamas e ritenuto una minaccia per i soldati israeliani presenti nella zona.
Davos: Germania rifiuta invito Trump a Board of Peace
La Germania ha rifiutato l’invito del presidente Usa, Donald Trump, ad aderire al Board of Peace. E’ quanto emerge da un documento del ministero degli Esteri di Berlino ottenuto dallo Spiegel.
Siria: sette soldati uccisi nella regione di Hasakah dai curdi
Secondo l’agenzia di stampa statale siriana, il Ministero della Difesa di Damasco ha dichiarato che sette soldati sono stati uccisi in un attacco con droni condotto dalle forze curde nella regione di Hasakah, nel nord-est della Siria.
Trump: sapremo presto se Hamas rinuncerà alle armi
“Sapremo presto se Hamas accetterà di rinunciare alle armi”: lo ha detto Donald Trump in una intervista sul palco di Davos.
Schlein: proposta Board of Peace è inaccettabile
Leader opposizione bielorussa: il posto di Lukashenko è a L’Aia non al Board di pace per Gaza
Berlino, Merz lascerà Davos prima della firma su Gaza
Berlino non ha ancora escluso del tutto la sua partecipazione al Board of Peace di Gaza e tuttavia il cancelliere Friedrich Merz non parteciperà domani alla cerimonia ufficiale della firma. Lo ha spiegato il portavoce del cancelliere in conferenza stampa a Berlino, rispondendo alle domande dei giornalisti in proposito. “A causa della sua agenda il cancelliere tedesco Friedrich Merz partirà da Davos prima”, ha spiegato Steffen Mayer. Sulla posizione tedesca ha ribadito: “Noi ringraziamo dell’invito e condividiamo l’obiettivo della pace”. Ma sulla partecipazione la riflessione della Germania è ancora in corso.
Wafa, ‘cinque palestinesi uccisi dal fuoco israeliano a Gaza’
Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, cinque palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza centrale e meridionale. Wafa riferisce che “a Deir al Balah tre persone, tra cui un minore, sono morte in seguito a colpi di artiglieria, a Khan Younis un minore è stato ucciso dal fuoco israeliano a est del centro urbano, mentre una donna è morta in un altro episodio avvenuto a sud della città”. Per il momento l’esercito israeliano ha reso noto che un terrorista palestinese ha superato la Linea Gialla avvicinandosi alle truppe ed è stato ucciso.
Media Gaza, ‘colpita auto da raid Israele, 5 vittime tra cui tre reporter’
Diversi media palestinesi e la Afp riferiscono di un’automobile colpita nella zona centrale di Gaza da un raid israeliano e di cinque persone morte, tra cui ci sarebbero alcuni reporter. I giornalisti uccisi, secondo l’agenzia francese sarebbero tre, compreso un freelance che in precedenza aveva lavorato con la Afp. L’Idf non ha ancora commentato.
Israele: polizia permette accesso Spianata a ebrei con preghiere
La polizia israeliana ha permesso agli ebrei di entrare nel complesso del Monte del Tempio (la Spianata delle Moschee per i musulmani) a Gerusalemme con pagine stampate contenenti preghiere, segnando una significativa rottura con lo status quo che vieta la preghiera ai fedeli non islamici. Diversi ebrei sono entrati oggi nel complesso con un opuscolo liturgico pubblicato dalla Yeshivah del Monte del Tempio, i cui dirigenti sono vicini al ministro per la Sicurezza nazionale e leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir. Oltre alle istruzioni per i visitatori, la pagina includeva l’Amidah, una delle preghiere principali dell’ebraismo.
Media: tre morti e diversi feriti in attacco israeliano a Gaza
E’ di tre morti e diversi feriti il bilancio di un attacco aereo israeliano contro un veicolo nella zona di al-Zahra, nella Striscia di Gaza centrale. Lo rendono noto i media palestinesi
Schlein: proposta Board of Peace è inaccettabile
“La proposta del Board of Peace è inaccettabile”. Lo ha detto Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, incontrando i giornalisti. “L’Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali che sono quelle del dialogo tra popoli e tra Stati e dove prevale il dialogo e non l’uso della forza, non la legge del più forte che vuol far prevalere Trump che con questa proposta vorrebbe smantellare definitivamente le Nazioni unite e creare una Onu a pagamento”, ha aggiunto.
Von der Leyen non parteciperò a cerimonia Board of Peace
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rientrerà da Strasburgo a Bruxelles per preparare il vertice Ue informale di domani, e non sarà quindi a Davos domani mattina per la cerimonia organizzata dal presidente Usa, Donald Trump, per l’istituzione del Board of Peace. Lo ha confermato il portavoce aggiunto della Commissione europea, Olof Gill, nel briefing quotidiano con la stampa.
Media, ‘Israele valuta di ritirarsi dall’accordo di Parigi su pressione Usa’
Sotto la pressione degli Stati Uniti, Israele sta valutando di ritirarsi dall’accordo di Parigi e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Lo riferisce Haaretz, secondo cui il ministero degli Esteri israeliano sta discutendo del possibile ritiro di Israele dall’accordo di Parigi. Il primo dibattito sull’argomento ha avuto luogo martedì, mentre un altro avrà luogo oggi. Una fonte governativa di alto livello ha dichiarato a Haaretz che una decisione del genere avrà implicazioni di vasta portata per l’economia e la diplomazia israeliane. “Questa è una dichiarazione al mercato e al mondo che non riconosciamo la gravità della crisi climatica”, ha affermato la fonte. Finora tutti i governi israeliani hanno riconosciuto la crisi climatica e hanno promesso di affrontarla e di rispettare gli obblighi internazionali dell’Accordo di Parigi, raggiunto alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2015. Il governo aveva anche precedentemente sostenuto la stesura di una legge sul clima volta a consentire a Israele di rispettare i propri obblighi internazionali. Secondo una fonte governativa, i funzionari specializzati in cambiamenti climatici del ministero della Protezione Ambientale e dello Stato Maggiore della Sicurezza Nazionale sono stati esclusi dalla discussione di martedì al Ministero degli Esteri.
Cremlino, Putin domani riceverà il presidente dell’Anp Abu Mazen
Il portavoce presidenziale russo, Dmitrij Peskov, ha detto che domani il presidente Vladimir Putin incontrerà al Cremlino il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas). Lo riportano le agenzie russe
Erdogan alle forze curde in Siria, ‘deponete le armi’
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha invitato le forze curde di Siria (Sdf) a deporre le armi, in seguito a settimane di scontri con i militari di Damasco nel nord del Paese, che hanno portato poi a un accordo per il cessate il fuoco, mentre gran parte dei territori controllati dalle Sdf per circa un decennio sono stati conquistati dall’esercito governativo del leader siriano Ahmad Al Sharaa. “La nostra speranza è che questa questione venga risolta definitivamente senza ulteriori spargimenti di sangue, che l’organizzazione terroristica, confinata in alcune aree della Siria settentrionale, deponga le armi, venga eliminata e che cessino ulteriori conflitti. È impossibile per l’organizzazione terroristica mantenere la sua presenza nelle aree in cui è confinata. In questa fase, ricorrere alle provocazioni è chiaramente un suicidio”, ha affermato Erdogan, come riferisce la tv di Stato Trt. “Siamo pienamente soddisfatti dell’accordo per il cessate il fuoco raggiunto ieri”, ha aggiunto il presidente turco, in un discorso al gruppo parlamentare del suo partito Akp. “Abbiamo ripetutamente dichiarato che non possiamo tollerare l’istituzione di una struttura separatista che rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza del nostro Paese lungo i confini meridionali della Turchia”, ha aggiunto Erdogan, ribadendo il sostegno di Ankara per “l’esistenza di un unico Stato siriano che preservi l’integrità territoriale e possieda unità politica”.
Commissaria Ue condanna la demolizione della sede Unrwa a Gerusalemme Est
La commissaria Ue alle Emergenze Hadja Lahbib condanna “la decisione israeliana di entrare con la forza e demolire il complesso delle Nazioni Unite di Sheikh Jarrah gestito dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa) situato a Gerusalemme Est” ed esorta “le autorità israeliane a porre fine a tale azione, che viola gli obblighi di Israele derivanti dalla Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, secondo la quale gli Stati membri dell’Onu devono proteggere e rispettare l’inviolabilità dei locali dell’Onu”. La commissaria ribadisce il sostegno dell’Ue all’Onu e “all’ordine internazionale multilaterale e basato su regole di cui l’Unrwa fa parte”. “L’Ue – sottolinea in una nota – si impegna a continuare il suo sostegno politico e finanziario all’Unrwa. Il funzionamento dell’Unrwa contribuisce a mantenere condizioni favorevoli alla pace e alla sicurezza e qualsiasi interruzione del suo lavoro ha ripercussioni umanitarie, politiche e socioeconomiche significative”.
Board of Peace, arriva anche l’adesione dell’Azerbaigian
L’Azerbaigian ha dichiarato di aver accettato l’invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a unirsi al ‘Board of Peace’. Lo riporta sul suo sito la Reuters. “L’Azerbaigian, come sempre, è pronto a contribuire attivamente alla cooperazione internazionale, alla pace e alla stabilità”, ha affermato il Ministero degli Esteri azero in una nota.
Teheran, ‘taglieremo la mano che aggredirà Khamenei, Trump lo sa’
– “Non prestiamo attenzione alle chiacchiere di Trump sulle minacce al leader Ali Khamenei, ma Trump sa bene che l’Iran taglierà qualsiasi mano che si protenderà per aggredire il leader”, ha avvertito ieri sera il portavoce delle forze armate Abolfazl Shekarchi, sottolineando che non si tratta solo di uno slogan. “Daremo fuoco anche al loro mondo e non ci sarà alcun posto sicuro per loro nella regione”, ha aggiunto, citato da Tasnim.
Wafa, coloni attaccano villaggio, due palestinesi feriti
Due palestinesi sono rimasti feriti e diversi mezzi da lavoro, tra cui bulldozer, sono stati incendiati durante un attacco di coloni nei pressi di una cava nel villaggio di Urif, a sud di Nablus, in Cisgiordania. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa palestinese. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, che cita fonti di sicurezza, nell’attacco sono stati danneggiati anche attrezzi e altre attrezzature da lavoro presenti sul sito.
M.O.: Svezia, non parteciperemo a Consiglio Pace Trump
Dopo la Francia, anche la Svezia ha annunciato che non partecipera’ al Consiglio di Pace promosso dal presidente Usa Donald Trump. Lo ha affermato a Davos il premier svedese Ulf Kristersson, citato dal quotidiano Aftonbladet. “Ne discuteremo con gli altri Paesi dell’Ue, ma allo stato attuale del testo la Svezia non lo firmera'”, afferma Kristersson.
Iran, ‘ucciso un leader di un gruppo terrorista takfiri, 11 arrestati’
L’ufficio di intelligence della provincia del Sistan-Baluchistan ha annunciato che 11 membri del ‘gruppo takfiri di Ansarollah’ sono stati arrestati e che anche uno dei leader del gruppo, Golmohammad Shahoozehi, è stato ucciso durante operazioni militari congiunte delle Guardie Rivoluzionarie e delle forze di intelligence. Secondo l’Irna, i membri miravano a condurre attacchi terroristici nella provincia e diverse munizioni sono state loro sequestrate.
Media Israele: “Trump sa dove si trova il corpo di Gvili”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che “pensiamo di sapere” dove si trovi il corpo dell’ultimo ostaggio, il sergente maggiore della polizia israeliana Ran Gvili, nella Striscia di Gaza. Trump lo ha detto durante la conferenza stampa alla Casa Bianca: a sottolineare il passaggio è il Times of Israel. “Ne hanno ancora uno e pensiamo di sapere dove si trovi, incredibile, sembrava che non ci saremmo mai avvicinati, ora ci sono quasi riusciti”, ha detto Trump riferendosi ai resti di Gvili, scrive la testata israeliana. I genitori di Gvili, Itzik e Talik, hanno risposto che, alla luce delle dichiarazioni di Trump, gli Stati Uniti e Israele devono esercitare tutte le pressioni possibili per garantire che Hamas restituisca loro figlio.
Neblocks: “Iran senza internet da oltre 300 ore”
L’interruzione all’accesso a internet a livello nazionale in Iran è in corso da oltre 300 ore. Lo riporta l’osservatorio della rete Netblocks, che ha monitorato la restrizione imposta alla rete da quando è entrata in vigore l’8 gennaio, nel contesto delle proteste anti governative scoppiate in varie città del Paese il 28 dicembre a cause della crisi economica. “Sono trascorse oltre 300 ore da quando l’Iran ha imposto un blackout nazionale di internet per nascondere le atrocità. Nel frattempo, il regime utilizza reti autorizzate e pubblica editoriali per influenzare l’opinione pubblica all’estero”, si legge in un messaggio di Netblocks pubblicato su X. Secondo l’agenzia degli attivisti iraniani dei diritti umani Hrana, una Ong con sede negli Stati Uniti, le persone che hanno perso la vita durante le proteste sono almeno 4.519, mentre sono ancora in fase di verifica le segnalazioni riguardo alla morte di altri 9.049. Tra le persone uccise, 4.251 sono manifestanti, 33 sono minorenni, 197 sono membri delle forze di sicurezza e 38 sono civili non coinvolti nelle manifestazioni. Secondo la Ong, i feriti gravi sono stati 5.811 mentre le persone arrestate oltre 26mila.
Erdogan a Trump: “Integrità della Siria importante per Ankara”
In una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan “ha affermato che la Turchia segue da vicino gli sviluppi in Siria e che l’unità, la solidarietà e l’integrità territoriale della Siria sono importanti per la Turchia”. Secondo quanto riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara, la telefonata “ha affrontato anche la lotta contro l’Isis e la situazione dei membri dell’Isis nelle carceri siriane”, mentre le forze curdo-siriane Sdf hanno abbandonato il campo di prigionia di al Hol nel nord est della Siria, dove vivono parenti dei membri dell’Isis, in seguito a settimane di scontri tra le Sdf e i gruppi armati affiliati al leader siriano Ahmad al Sharaa, mentre è stato siglato un accordo tra Damasco e le forze curde su cui si sta negoziando la messa in pratica. Durante il colloquio con Trump, Erdogan “ha sottolineato che una Siria sviluppata, libera dal terrorismo e pacifica, con tutti i suoi elementi, contribuirebbe anche alla stabilità regionale”.
Erdogan: “Su Gaza ci coordiniamo con gli Usa”
La Turchia “continuerà ad agire in coordinamento con gli Stati Uniti” per stabilire la pace nella Striscia di Gaza. Lo ha affermato il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, durante una telefonata con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Sottolineando che gli sforzi per stabilire la pace a Gaza sono in corso, il presidente Erdogan ha osservato che la Turchia continuerà ad agire in coordinamento con gli Stati Uniti su questa questione”, riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara in una nota sul colloquio telefonico, dove il leader turco “ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Trump per l’invito al Consiglio per la Pace di Gaza”.
Netanyahu accetta di partecipare a Consiglio Pace
Nonostante le recenti critiche, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato di partecipare al Consiglio di Pace promosso dal presidente Usa Donald Trump per Gaza. Lo ha annunciato il suo ufficio. Sabato scorso, Netanyahu aveva avuto parole dure contro il Comitato esecutivo per Gaza, subordinato al Consiglio di Pace, nel quale Trump ha incluso il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il diplomatico qatariota Ali Al-Thawadi. L’annuncio di questo organismo “non e’ stato coordinato con Israele ed e’ contrario alla sua politica”, aveva dichiarato l’ufficio del premier. Israele si oppone a qualsiasi ruolo di Ankara nella Striscia.
Trump: “Se Teheran mi uccide verrà cancellata dalla faccia della terra”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “spazzerebbero via” l’Iran se Teheran fosse responsabile di un suo assassinio. “L’intero Paese verrebbe fatto saltare in aria – ha detto a Newsnation, aggiungendo di aver dato – istruzioni molto precise: se succede qualcosa, li cancelleranno dalla faccia della Terra”. Le parole del presidente arrivano all’indomani dell’avvertimento di Teheran a Trump di non intraprendere alcuna azione contro la Guida suprema iraniana Ali Khamenei, pochi giorni dopo che lo stesso tycoon aveva invocato la fine del quasi quarantennale potere del leader religioso. “Trump sa che se verrà tesa una mano di aggressione verso il nostro leader, non solo la taglieremo, ma daremo fuoco al loro mondo”, ha dichiarato il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane
Azerbaigian accetta partecipare a Consiglio Pace
L’Azerbaigian ha accettato di partecipare al Consiglio di Pace promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. In un comunicato, il ministero degli Esteri di Baku ha annunciato che verra’ inviata a Washington una lettera ufficiale di conferma. “L’Azerbaigian, come sempre, e’ pronto a contribuire attivamente alla cooperazione internazionale, alla pace e alla stabilita'”, si legge nella nota.
Trump: “Se succede qualcosa l’Iran sarà cancellato dalla faccia delle Terra”
“Ho dato delle istruzione chiare: se dovesse succedere qualcosa” l’Iran “sarà cancellato dalla faccia dalla terra”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a NewsNation, rispondendo a chi gli chiedeva delle minacce iraniane contro di lui.
Continuano gli arresti e la repressione delle proteste in Iran
L’Iran ha continuato ad arrestare i “rivoltosi” a seguito dell’ondata di proteste che hanno attraversato il Paese da settimane. Lo riferiscono i media e gli osservatori locali, puntando il dito contro le autorità che stanno attuando una repressione che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato migliaia di morti, sotto la copertura delle continue restrizioni di Internet. I media statali iraniani continuano a riportare regolarmente arresti di persone che, a loro dire, sono coinvolte in una “operazione terroristica” fomentata dagli acerrimi nemici di Teheran, Israele e Stati Uniti. La televisione di Stato ha annunciato oggi che 73 persone sono state arrestate per “sedizione sionista-americana” nel centro di Isfahan, sebbene la cifra a livello nazionale rimanga poco chiara. L’agenzia di stampa Tasnim ha dichiarato alla fine della scorsa settimana che erano state arrestate 3.000 persone, mentre i gruppi per i diritti umani hanno sostenuto che il numero stimato è salito a circa 25.000.
Guterres: “Inaccettabile azione di Israele contro Unrwa”
Il Segretario generale dell’Onu ha condannato con la “massima fermezza” la decisione delle autorita’ israeliane di demolire il complesso di Sheikh Jarrah, che ospita l’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi, a Gerusalemme Est. Antonio Guterres considera “del tutto inaccettabili le continue azioni contro l’Unrwa”, definite “incompatibili con i chiari obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale”.
Brasilia frena sull’adesione di Lula al Board of Peace di Trump
Donald Trump ha confermato di aver invitato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva a partecipare al Consiglio di Pace sulla crisi di Gaza, iniziativa promossa dal leader statunitense. Lo ha dichiarato oggi alla Cnn, affermando di auspicare per Lula un “ruolo importante” all’interno del gruppo e sottolineando il buon rapporto personale con il capo dello Stato brasiliano. Secondo quanto riferito da Cnn Brasil, tuttavia, il governo di Brasilia guarda con prudenza all’invito. Fonti dell’esecutivo citate dall’emittente parlano di resistenze all’interno del Planalto, dove prevale la preoccupazione che, per come è stato concepito, il Consiglio finisca per concentrare un potere eccessivo nelle mani del presidente degli Stati Uniti. Al momento non è arrivata una conferma ufficiale da parte brasiliana sulla partecipazione di Lula, mentre la decisione finale resta oggetto di valutazioni politiche e diplomatiche in corso nella capitale verde-oro.
Idf, “rinvenuto deposito di armi in un tunnel a Gaza”
L’esercito israeliano ha rinvenuto un deposito di armi in un tunnel durante le operazioni di rastrellamento sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco di Gaza, nel sud della Striscia. Lo ha reso noto l’Idf, aggiungendo che i soldati della 188ª Brigata corazzata e dell’unità d’élite del genio da combattimento Yahalom hanno trovato armi da fuoco, lanciarazzi e altre attrezzature militari nel pozzo.
Trump: “Board of Peace potrebbe sostituire l’Onu”
Il Board of Peace potrebbe sostituire le Nazioni Unite. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca, parlando del Consiglio per la pace per Gaza, che potrebbe prendere il posto dell’Onu, secondo il Tycoon inefficace nel porre fine alle guerre. “L’Onu non è stata di grande aiuto. Sono un grande sostenitore del potenziale dell’Onu, ma non è mai stato all’altezza del suo potenziale”, ha detto Trump ai giornalisti. “L’Onu avrebbe dovuto risolvere tutte le guerre che ho risolto”.