Una sorta di ultimatum per la Guida Suprema che intanto ha fatto schierare i missili lungo il confine con l’Iraq e avrebbe preparato anche una dettagliata linea di successione sia militare che governativa. Intanto, monta la protesta negli atenei iraniani. Gli studenti denunciano arresti e irruzioni violente delle Guardie rivoluzionarie.
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L’Iran avrebbe raggiunto un accordo segreto da 500 milioni di dollari con la Russia per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l’intesa è stata firmata lo scorso dicembre a Mosca e prevede che la Russia consegni 500 Verba, uno dei sistemi di difesa aerea russi più avanzati, e 2.500 missili ‘9M336’.
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Intanto, l’Iran ha designato le \”forze navali e aeree\” degli Stati membri dell’Unione Europea come organizzazioni terroristiche. È la risposta di Teheran alla \”decisione illegale e ingiustificata\” presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell’accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio.
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Continua a seguire gli aggiornamenti sul nuovo live del 23 febbraio
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Difendere e preservare l’ideologia e l’integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L’organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall’ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
“,”postId”:”ea97ebdb-dfad-45bf-bb38-9cb31cb4bb73″,”postLink”:{“title”:”Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/29/iran-guardiani-rivoluzione-ayatollah”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/77928f290ff8a366b9455a876220d29d65e970e7/skytg24/it/mondo/2024/08/04/iran-israele-attacco/ansa-ayatollah-khamenei-iran.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T22:00:00.270Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T23:00:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”L’Armada di Trump che minaccia l’Iran: cos’è e da cosa è composta”,”content”:”
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
“,”postId”:”2efd1b2f-0043-4376-b057-c62abf02d712″,”postLink”:{“title”:”L’Armada di Trump che minaccia l’Iran: cos’è e da cosa è composta”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/30/trump-armada-iran”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/c0a83526b46a412912df8c49f548897fccc60188/skytg24/it/mondo/2024/04/26/germania-piano-guerra-ucraina/militari_usa_ipa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T21:45:03.484Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T22:45:03+0100″,”altBackground”:false,”title”:”New York Times: ‘Trump è propenso a un attacco mirato all’Iran'”,”content”:”
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco mirato non indurranno l’Iran ad accettare le sue richieste di abbandonare il programma nucleare, allora prenderà in considerazione un attacco più pesante nei prossimi mesi. Lo riporta il New York Times, sottolineando che l’incontro fra le delegazioni iraniana e americana giovedì a Ginevra sembra essere l’ultimo tentativo per evitare un conflitto militare. Trump sarebbe propenso a un condurre un attacco nei prossimi giorni per dimostrare all’Iran che deve accettare di rinunciare alla capacità di avere un’arma nucleare. Se questo e la diplomazia non dovessero funzionare, Trump lascerà aperta la porta a un attacco militare entro la fine dell’anno per rovesciare la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei.
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L’artista iraniana ha curato recentemente la regia di \”Orfeo ed Euridice\” al Teatro Regio di Parma. \”È stata un’esperienza intensa\”, ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d’ispirazione per poeti, artisti, scrittori.
“,”postId”:”e7c02fff-ba5d-4e73-9813-2f60a95dcb1c”,”postLink”:{“title”:”Shirin Neshat: ‘Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'”,”url”:”https://tg24.sky.it/lifestyle/2026/02/02/iran-shirin-neshat-intervista”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/9cae70797daf4f9448fb5de569d852f208c82f42/skytg24/it/lifestyle/2026/01/30/shirin-neshat-lontana-dal-mio-iran-nella-mia-arte-forza-e-rigore/Shirin_Neshat_-_Photo_by_Cheryl_Dunn.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T21:07:03.767Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T22:07:03+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, media: \”Netanyahu ‘preoccupato’ da atteggiamento Trump\””,”content”:”
Dopo il suo ultimo incontro a Washington con\nDonald Trump, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha\nespresso a un funzionario Usa la preoccupazione che il presidente degli\nStati Uniti non sia piu’ sulla sua stessa linea riguardo l’approccio da\nadottare nei confronti dell’Iran. Lo riporta Canale 12. \”E’ ancora con\nnoi?, avrebbe detto Netanyahu al funzionario, \”sono preoccupato\”.
“,”postId”:”2791540e-a764-4493-8912-ead8596bc507″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T21:00:00.964Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T22:00:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l’accordo sul nucleare”,”content”:”
Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si sono incontrati in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.
“,”postId”:”ebc21942-2183-4f3d-ab52-782f0d4b1aa7″,”postLink”:{“title”:”Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l’accordo sul nucleare”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/03/vertice-usa-iran-nucleare”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/14b382cc18d8423753321e21132986dc25b5da99/skytg24/it/mondo/2026/02/03/usa-iran-le-tre-richieste-di-trump-per-laccordo-sul-nucleare/iran-GettyImages-2258839247.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T20:39:00.815Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T21:39:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere”,”content”:”
A dare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa.
“,”postId”:”b032be10-30d3-4236-8036-124de415ce21″,”postLink”:{“title”:”Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/08/iran-narges-mohammadi-condannata-carcere”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0f0515c66287e6d73e4601c2a30927ac31f2ef99/skytg24/it/mondo/2026/02/08/iran-narges-mohammadi-condannata-carcere/narges-mohammadi-ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T20:37:42.797Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T21:37:42+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi e al-Busaidi discutono prossimi colloqui”,”content”:”
Il ministro degli Esteri iraniano ha discusso al\ntelefono con il suo omologo omanita Badr al-Busaidi dei colloqui indiretti\ncon gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. Lo riferiscono i\nmedia iraniani riportando un comunicato ufficiale. \”Durante la\nconversazione, le due parti hanno discusso delle modalita’ di\norganizzazione dei prossimi colloqui\” mediati dall’Oman e previsti\ngiovedi’ a Ginevra, si legge.
“,”postId”:”de3c83d6-f392-4778-beb7-8e0b1e688bb9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T20:00:00.496Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T21:00:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump, il discorso sullo stato dell’Unione: temi e anticipazioni”,”content”:”
È in programma nella serata di martedì 24 febbraio 2026 (orario degli Stati Uniti, nella notte italiana fra martedì e mercoledì) il secondo Discorso sullo stato dell’Unione del secondo mandato presidenziale di Donald Trump. L’inquilino della Casa Bianca è atteso di fronte al Congresso riunito in seduta comune, dove presenterà ai parlamentari il bilancio dell’ultimo anno e le politiche che intende adottare nel prossimo futuro. Si tratta di un discorso molto atteso, per diverse ragioni: ecco che cosa ci si può aspettare.
“,”postId”:”7a898e24-4dbd-4cd8-abfe-20d9f672e187″,”postLink”:{“title”:”Trump, il discorso sullo stato dell’Unione: temi e anticipazioni”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/23/trump-discorso-stato-unione-usa-temi”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/f0f49ddb99eab1949be1616745dc43250f2b4809/skytg24/it/mondo/2026/02/23/trump-discorso-stato-unione-usa-temi/01_getty_trump_state_union_2026.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T19:40:00.300Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T20:40:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran”,”content”:”
Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
“,”postId”:”a8c06b8d-ab65-4792-afcf-0644d5e6eeae”,”postLink”:{“title”:”Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/19/usa-iran-attacco”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/dd4ac53e784ff206003a418a578fc85f61b22ea8/skytg24/it/mondo/2026/02/19/usa-iran-attacco/GettyImages-2259873835.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T18:50:59.510Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T19:50:59+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Netanyahu riunito con funzionari della sicurezza, focus su Hezbollah\””,”content”:”
In vista della riunione del gabinetto di sicurezza di stasera, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha incontrato una ristretta cerchia di consiglieri e funzionari della sicurezza per discutere di cosa potrebbe fare Hezbollah se gli Stati Uniti attaccassero l’Iran. Lo riporta Channel 12.\n Secondo il quotidiano, tra i funzionari israeliani c’è disaccordo sulla volontà di Hezbollah di entrare in guerra con Israele.
“,”postId”:”554f1ab3-1cec-4788-962f-c9a4a2eed99f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T18:26:49.097Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T19:26:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Araqchi risponde a Witkoff: \”Non ci arrendiamo perché siamo iraniani\””,”content”:”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha risposto alle dichiarazioni dell’inviato statunitense Steve Witkoff, secondo cui il presidente Donald Trump era \”curioso di sapere perché l’Iran non si è arreso\”.\n Araqchi ha precisato: \”Curioso di sapere perché non ci arrendiamo? Perché siamo iraniani!\”. Lo scrive Ynet.
“,”postId”:”369578fe-9b19-4c65-beec-9c600d138d68″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T18:18:31.279Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T19:18:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Pezeshkian: \”L’Iran è pronto per qualsiasi potenziale scenario\””,”content”:”
\”I recenti negoziati hanno comportato lo scambio di proposte concrete e hanno prodotto segnali incoraggianti\”. Lo ha affermato oggi il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su X. \”Tuttavia, continuiamo a monitorare attentamente le azioni degli Stati Uniti e abbiamo preso tutti i preparativi necessari per qualsiasi potenziale scenario\”, ha aggiunto.
“,”postId”:”00027011-a460-4ac2-a585-502973eec35e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T18:18:00.012Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T19:18:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani domani a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri”,”content”:”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà domani a Bruxelles per partecipare alla riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Il Consiglio Affari Esteri si concentrerà innanzitutto sull’Ucraina alla vigilia del quarto anniversario dell’aggressione russa. Il focus delle discussioni sarà sul sostegno a Kyiv, specie nel settore energetico, sugli sforzi diplomatici in corso e il contributo europeo alle garanzie di sicurezza, nonché sull’aumento della pressione sanzionatoria su Mosca specie nel contrasto alla flotta ombra. Nel corso della sua missione a Bruxelles, Tajani parteciperà ad una videoconferenza dei Paesi del G7 in cui i ministri del Commercio affronteranno il tema delle materie critiche e la preparazione della Ministeriale OMC di Yaoundé. Tajani presiederà infine una nuova riunione della \”Task Force dazi\” con 40 imprese italiane e circa 80 associazioni di categoria, per discutere della decisione dell’Amministrazione americana di rivedere temporaneamente i dazi. In agenda al Cae anche una sessione sulla situazione in Medio Oriente, all’indomani della prima riunione formale del \”Board of Peace\” per Gaza, presieduta dal Presidente statunitense Donald Trump, a cui Tajani ha partecipato per l’Italia in qualità di osservatore. Al centro delle discussioni il contributo europeo all’avvio della \”fase due\” del piano di pace americano, che prevede la smilitarizzazione e la ricostruzione della Striscia, e il dispiegamento della Forza di stabilizzazione (Isf) per rafforzare gli aiuti e favorire il ritiro delle Idf. I ministri avranno anche uno scambio con l’Alto Rappresentante per Gaza, Nikolay Mladenov. I 27 affronteranno infine la situazione in Iran e lo sviluppo dei negoziati sul programma nucleare.
“,”postId”:”21f728cb-4b58-44e8-b27f-291a2caaf916″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T18:04:08.739Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T19:04:08+0100″,”altBackground”:false,”title”:”L’Oman conferma: \”Giovedì a Ginevra nuovo round di colloqui Iran-Usa\””,”content”:”
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, ha confermato che giovedì Stati Uniti e Iran terranno un altro round di negoziati a Ginevra. \”Ci sarà una spinta positiva per compiere un altro passo verso la conclusione dell’accordo\”, ha scritto su X, scrive Ynet.
“,”postId”:”0ea06457-9c1f-431f-a522-d4d5ee7a4412″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T17:37:06.617Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T18:37:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”I sauditi vorrebbero che sia rovesciato il regime di Khamenei\””,”content”:”
Una fonte della famiglia reale saudita ha dichiarato alla testata israeliana N12 che la soluzione non è più una mossa militare isolata, ma un profondo e fondamentale cambiamento a Teheran, fino al punto di eliminare la Guida Suprema Ali Khamenei e i suoi uomini. E’ quanto si legge sul sito di N12. \”L’unica soluzione è un cambio di regime in Iran, in un modo o nell’altro\”, ha affermato la fonte della famiglia reale saudita. \”Se il regime in Iran verrà rovesciato, dovrà sorgere un governo forte che sappia concentrare i poteri in una mano forte e responsabile della sicurezza, e non ripetere il modello di un governo tecnocratico debole come quello esistito in Iraq\”. \”Dopo che i manifestanti avranno perso la fiducia in Trump, la soluzione sarà quella di eliminare uno a uno i vertici, a cominciare da Khamenei, in modo che non rimanga nessun leader, e poi indire le elezioni\”, ha continuato la fonte reale saudita. \”I manifestanti stanno tornando in piazza con il chiaro sostegno americano, con la promessa che non ci sarà alcun intervento diretto ma un attacco contro qualsiasi elemento di sicurezza che cerchi di reprimerli\”, ha aggiunto. \”Pahlavi a quanto pare non è accettabile per la maggior parte dell’opinione pubblica iraniana\”. \”Trump – dice ancora la fonte – ha perso l’occasione di eliminare i vertici dell’apparato di sicurezza del regime in Iran che in passato avevano represso le manifestazioni, perdendo così la fiducia dei dimostranti. Se Trump vuole mantenere la promessa di proteggere i manifestanti, come potrà farlo se non elimina coloro che li hanno assassinati? È necessaria un’azione chirurgica: danneggiare infrastrutture vitali ed eliminare i comandanti delle forze dell’ordine che hanno agito contro i manifestanti\”.
“,”postId”:”063c5613-e834-4016-be30-184ab5052c95″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T17:19:40.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T18:19:40+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Araghchi: \”Se attaccati è nostro diritto difenderci\””,”content”:”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi\nha avvertito che Teheran risponderebbe a qualsiasi attacco degli Stati\nUniti, pur lasciando aperta la porta a una soluzione diplomatica e\nannunciando l’attesa di un nuovo round di colloqui a Ginevra entro la fine\ndella settimana. In un’intervista alla rete statunitense Cbs, Araghchi ha\naffermato che esiste una \”buona possibilita’\” che i negoziati con\nWashington possano evitare nuovi raid militari, sottolineando tuttavia che\nl’Iran rivendica il diritto a proseguire l’arricchimento dell’uranio per\nscopi civili e a colpire gli interessi americani in Medio Oriente in caso\ndi aggressione. \”Se gli Stati Uniti ci attaccano, allora abbiamo pieno\ndiritto di difenderci. Se gli Stati Uniti ci attaccano, e’ un atto di\naggressione. Quello che faremo in risposta sara’ un atto di autodifesa\”,\nha dichiarato il capo della diplomazia iraniana, aggiungendo che, non\npotendo colpire il territorio americano, Teheran potrebbe prendere di mira\nbasi statunitensi nella regione. Nonostante le minacce, il ministro ha\nribadito la volonta’ di perseguire una soluzione negoziale, definendola\npossibile sulla base di un accordo ‘win-win’. Dopo un recente ciclo di\ncolloqui a Ginevra, Teheran ha annunciato di essere al lavoro su una\nproposta di intesa, pronta nel giro di pochi giorni. \”I negoziati\ncontinuano e stiamo lavorando sugli elementi di un accordo e sulla bozza\ndel testo\”, ha spiegato Araghchi, dicendosi convinto che un nuovo incontro\nprevisto probabilmente per giovedi’ a Ginevra possa permettere di\npreparare un testo condiviso e arrivare rapidamente a un’intesa. Resta\npero’ il nodo dell’arricchimento dell’uranio, osteggiato dagli Stati\nUniti. \”Come Paese sovrano, abbiamo pieno diritto di decidere da soli\”, ha\nconcluso il ministro iraniano.
“,”postId”:”6fa39e81-bc17-47c9-b64b-cfc95e1b5669″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T16:44:55.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T17:44:55+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: \”Ucciso un palestinese in Cisgiordania, voleva lanciare una bomba\””,”content”:”
L’Idf annuncia che i soldati israeliani hanno sparato e ucciso un palestinese che aveva tentato di lanciare un ordigno esplosivo contro le forze israeliane in Cisgiordania la scorsa notte. Lo scrive The Times of Israel. Secondo quanto riferito dall’esercito, durante un raid nel villaggio di Beit Furik, a est di Nablus, le truppe della Brigata regionale di Samaria hanno individuato due palestinesi che si avvicinavano brandendo esplosivi.\n \”Le truppe hanno aperto il fuoco contro i terroristi per allontanare la minaccia\”, afferma l’esercito, aggiungendo che i soldati \”hanno ucciso un terrorista e neutralizzato l’altro\”.
“,”postId”:”6d2012f4-c695-4133-ab63-754342a2301d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T16:29:33.513Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T17:29:33+0100″,”altBackground”:false,”title”:”L’Iran rivendica il diritto a difendersi in caso di attacco Usa”,”content”:”
L’Iran difende il diritto a difendersi in caso di attacco degli Stati Uniti. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista a Cbs. \”Se gli Stati Uniti ci attaccano, abbiamo tutto il diritto di difenderci\”, di fronte a un \”atto di aggressione\”, qualsiasi risposta \”è giustificata e legittima\”, ha messo in evidenza.
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L’Iran ha raggiunto un accordo segreto da 500 milioni di dollari con la Russia per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l’intesa è stata firmata lo scorso dicembre a Mosca e prevede che la Russia consegni 500 Verba, uno dei sistemi di difesa aerea russi più avanzati, e 2.500 missili ‘9M336’.
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\”I nostri missili non possono colpire i territori\namericani, ma colpiremo le basi\”. Lo ha dichiarato in un’intervista alla\nCbs il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando\ndell’ipotesi di uno scontro militare con gli Stati Uniti.
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L’Iran sta lavorando su alcuni elementi\” dell’accordo con gli Stati Uniti\”. Lo ha detto il ministro degli esteri Abbas Araghchi in un’intervista a Cbs
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Per il ministro degli Esteri iraniano, Abbas\nAraghchi, \”ci sono buone chance per un accordo\” con gli Stati Uniti sul\nnucleare. Lo ha detto in un’intervista alla Cbs.
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Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi,\nritiene \”ancora alla portata\” una soluzione politica con gli Stati Uniti e\ngiudica \”possibile un incontro giovedi’ a Ginevra\” con gli inviati\namericani. \”Stiamo lavorando sugli aspetti dell’accordo, sulla sua bozza e\nsull’organizzazione di un incontro con la parte americana giovedi’\nprossimo a Ginevra\”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran in\nun’intervista alla Cbs. \”Raggiungere un accordo con Washington e’ a\nportata di mano e ci sono aspetti che potrebbero essere migliori\ndell’accordo del 2015\”, ha evidenziato. \”Stiamo discutendo attualmente\nsolo della questione nucleare e abbiamo il diritto di arricchire l’uranio\ne di avere energia pacifica\”, ha aggiunto. Araghchi ha tuttavia\nsottolineato: \”La forza militare americana non ci spaventera’ e non ce\nn’e’ bisogno\”.
“,”postId”:”2150a1f0-124e-4b0b-9d5b-37b770c6ed55″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T15:49:59.469Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T16:49:59+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Gruppioni(FdI): \”A Parigi per la libertà delle donne iraniane\””,”content”:”
\”Nella Giornata internazionale della donna il nostro pensiero va alle donne iraniane che guidano la resistenza contro un regime che nega diritti e libertà fondamentali. La loro leadership è oggi il volto più netto della richiesta di democrazia in Iran. Essere donna in questo Paese significa vivere sotto minaccia: arresti, violenze, intimidazioni per aver chiesto ciò che dovrebbe essere intoccabile, cioè libertà di scelta, di parola, di vita. Il regime colpisce loro perché sa che sono il motore del cambiamento. Le donne iraniane però non si piegano: hanno trasformato la paura in organizzazione, la repressione in mobilitazione, la protesta in visione politica. Non servono frasi di circostanza. Serve chiarezza. Di fronte a chi rischia tutto per la libertà, l’ambiguità è una resa. Le donne iraniane stanno scrivendo una pagina di storia e meritano sostegno vero, non silenzi prudenti. Il loro coraggio è la prova che nessun potere è eterno quando le donne decidono di guidare il futuro\”. Così Naike Gruppioni, deputato di Fratelli d’Italia alla Camera, relatrice nella conferenza internazionale di Parigi in materia.
“,”postId”:”aa8131b7-897e-4224-a0d5-9c12efb7eae7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T15:41:56.020Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T16:41:56+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Witkoff: \”Trump è curioso sul perché l’Iran non ha ancora capitolato\””,”content”:”
Donald Trump è \”curioso\” di sapere come mai l’Iran non ha ancora capitolato e accettato di limitare il suo programma nucleare nonostante la significativa forza militare schierata dagli Stati Uniti. Lo ha detto Steve Witkoff, l’inviato del presidente, in un’intervista a Fox. \”Non voglio usare la parola frustrato perché sa di avere molte alternative, ma è curioso di sapere perché non l’abbiano fatto\”, ha spiegato Witkoff.
“,”postId”:”50166cca-c4e6-442d-b116-12226fe230ca”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T15:38:58.298Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T16:38:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Coloni irrompono alla moschea al Aqsa a Gerusalemme est\””,”content”:”
Decine di coloni israeliani hanno assaltato oggi la moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est occupata, nel quinto giorno del mese di digiuno musulmano del Ramadan. Lo riportano i media palestinesi, scrive Anadolu.\n I coloni sono entrati nel luogo e hanno eseguito rituali talmudici e provocatori nei cortili della moschea sotto la protezione della polizia israeliana, ha precisato l’agenzia di stampa ufficiale Wafa, precisando che l’incursione dei coloni faceva parte di una serie di ripetute misure israeliane \”per apportare cambiamenti demografici alla moschea e a Gerusalemme Est\”.\n I residenti palestinesi di Gerusalemme Est occupata sono spesso oggetto di attacchi durante le incursioni dei coloni, tra cui aggressioni fisiche ai fedeli e restrizioni all’accesso alla moschea. Il Ramadan è iniziato mercoledì in diversi Paesi arabi e musulmani. Ogni anno, durante il mese sacro per i musulmani, Israele impone misure di sicurezza rafforzate a Gerusalemme Est occupata e nei suoi dintorni, imponendo severe restrizioni all’accesso dei palestinesi ad Al-Aqsa.
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Gli Stati Uniti sono pronti a un nuovo round di colloqui con l’Iran venerdì a Ginevra, se entro le prossime 48 ore riceveranno una proposta iraniana dettagliata per un accordo nucleare. Lo riporta Axios citando alcuni funzionari americani, secondo cui l’attuale spinta diplomatica è probabilmente l’ultima possibilità che il presidente Trump darà all’Iran prima di lanciare una massiccia operazione militare Usa-Israele che potrebbe colpire direttamente la Guida Suprema Ali Khamenei.
“,”postId”:”12eaf969-da96-4c04-8e34-193aec241bcc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T14:14:09.907Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T15:14:09+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Nucleare, Axios: se bozza Teheran in 48 ore, venerdì colloqui “,”content”:”
I negoziatori statunitensi sono pronti a tenere un altro round di colloqui con l’Iran venerdi’ a Ginevra se riceveranno una proposta iraniana dettagliata per un accordo nucleare nelle prossime 48 ore. Lo riporta Axios citando un alto funzionario americano. Secondo il funzionario americano citato, gli\nattuali sforzi diplomatici rappresentano \”l’ultima possibilita’ per\nl’Iran\”. Tuttavia, afferma ancora ad Axios, \”Trump potrebbe cambiare idea\ne colpire in qualsiasi momento ma molti dei suoi consiglieri lo esortano a\npazientare\”. Sul tavolo c’e’ anche l’ipotesi di un accordo provvisorio.
“,”postId”:”0036387f-166e-42ca-8661-94479b118734″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T14:11:16.024Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T15:11:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Netanyahu, premier indiano Modi in visita in Israele mercoledì”,”content”:”
Il primo ministro indiano Narendra Modi visiterà Israele mercoledì. Lo ha dichiarato il suo omologo israeliano Benyamin Netanyahu. \”Il primo ministro indiano, Narendra Modi, arriverà qui; terrà un discorso alla Knesset e sono sicuro che sarete tutti presenti\”, ha dichiarato Netanyahu all’apertura di una riunione di gabinetto. Netanyahu ha elogiato i crescenti legami tra i due Paesi. \”Il tessuto delle relazioni si è rafforzato e (Modi) verrà qui affinché possiamo rafforzarlo ulteriormente\”, ha affermato, citando la cooperazione in ambito economico, diplomatico e di sicurezza. Modi aveva già visitato Israele come premier nel 2017, prima che Netanyahu si recasse in visita in India l’anno successivo.
“,”postId”:”56d55711-faa2-44c6-9f14-2dfbe7e51477″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T14:10:57.585Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T15:10:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Nyt: \”Khamenei ha schierato i missili e preparato la successione\””,”content”:”
L’Iran ritiene che attacchi militari Usa siano \”inevitabili e imminenti\”, nonostante nel frattempo le due parti continuino i negoziati sul programma nucleare di Teheran, e ha approntato un piano di difesa e risposta, con \”lanciatori di missili balistici\” già posizionati sul confine occidentale con l’Iraq e lungo le coste meridionali sul Golfo Persico: lo riporta il New York Times, citando diverse fonti delle Guardie della Rivoluzione e alti funzionari. Tali missili, hanno aggiunto le fonti, sono ritenuti \”in grado di colpire Israele\” e raggiungere le basi statunitensi nella regione. In aggiunta, il leader supremo Ali Khamenei avrebbe \”emesso una serie di direttive\” per organizzare una linea di successione interna in caso il regime venisse colpito seriamente, con \”quattro livelli di successione\” per ogni incarico militare e governativo di alto livello. È anche contemplato lo scenario in cui lui stesso \”venga ucciso\”.\n Stando a diversi alti funzionari e membri delle Guardie, il leader supremo ha incaricato il massimo responsabile della sicurezza nazionale, Ali Larijani, e un ristretto gruppo di collaboratori politici e militari di \”garantire che la Repubblica Islamica sopravviva non solo a eventuali bombardamenti americani e israeliani\”, ma anche a \”possibili tentativi di assassinio della sua leadership\”. \”La guida suprema si fida completamente di Larijani. Ritiene che sia l’uomo giusto per questo momento delicato\”, ha spiegato Nasser Imani, analista conservatore vicino al governo degli ayatollah.
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Ancora proteste in Iran, in un contesto di continua tensione con gli Stati Uniti. Studenti hanno organizzato raduni in diverse università in ricordo delle persone rimaste uccise nelle recenti contestazioni. Lo riferisce Iran International, che si basa su notizie che arrivano da gruppi studenteschi e media locali. Iran International, con sede a Londra, cita il canale Telegram United Students secondo cui all’Università di Teheran gli studenti si sono radunati all’esterno della libreria centrale e hanno intonato lo slogan ‘Morte al dittatore’. Iniziative analoghe sono state segnalate all’Università Ferdowsi di Mashhad, all’Università iraniana di Scienza e tecnologia, alla Sharif University of Technology e alla Khajeh Nasir University nella capitale. Secondo la newsletter degli studenti dell’ateneo l’accesso al campus Seyed Khandan è stato limitato a un solo ingresso e unità dei Basij sono entrate nel campus in coordinamento con le forze di sicurezza. Denunciati tentativi di identificare gli studenti. Ieri ci sono state notizie di proteste e scontri nei campus universitari con slogan contro il regime, dopo la dura repressione delle manifestazioni esplose a dicembre. Le nuove proteste si registrano mentre in molte zone dell’Iran si commemorano – passati 40 giorni dalla morte – le vittime della repressione, un rito radicato nella società iraniana.
“,”postId”:”f21edd0d-a535-447c-b8bf-cb22d8d66596″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T12:39:34.152Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T13:39:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Seconda giornata di proteste degli studenti, \”botte e arresti\””,”content”:”
Gli studenti di diverse università iraniane si sono mobilitati per una seconda giornata di proteste e sit-in contro il governo, dopo che le loro lezioni erano state sospese dalle autorità all’inizio delle manifestazioni di gennaio. I partecipanti alle contestazioni hanno commemorato il 40esimo giorno da quel drammatico episodio, in cui si registrarono migliaia di morti, tra cui diversi studenti. In molti casi, quelle uccisioni erano state attribuite alle forze di sicurezza. Stando a video sui social e dichiarazioni di gruppi studenteschi, membri del Basij (ala militare delle Guardie Rivoluzionarie) hanno fatto irruzione nelle università, hanno chiuso i cancelli e hanno \”aggredito e picchiato\” gli studenti in protesta. Gli attivisti affermano inoltre che \”decine di studenti\” sono stati \”arrestati con violenza. Gli agenti intervenuti avrebbero inoltre \”deposto\” bandiere di Stati Uniti e Israele esposte e simboli di sostegno a Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià oggi in esilio. Ad aderire alle contestazioni odierne sono stati iscritti a diverse università di Teheran e di altre città, tra cui Mashhad. Nelle manifestazioni e sit-in sono stati scanditi slogan come \”Abbasso Khamenei\”, \”Basij, Guardie Rivoluzionarie! Siete l’ISIS in Iran\”, così come di sostegno a Pahlavi. È inoltre stata chiesta la scarcerazione di detenuti nelle proteste di gennaio e la revoca di condanne a morte decise per diversi di loro.
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Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l’Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l’economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un’armada \”imponente\” in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.
“,”postId”:”621544d7-9142-4b0d-92e1-da62330415b2″,”postLink”:{“title”:”Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/31/attacco-iran-usa”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/5d78f7cd2a7e1a78602a3616ed50ab2b2b458dfe/skytg24/it/mondo/2026/02/01/attacco-iran-usa/iran-esercito-getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-22T11:07:12.797Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T12:07:12+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Proteste nei campus universitari, scandito lo slogan \”morte al dittatore\””,”content”:”
Ancora proteste in Iran, in un contesto di continua tensione con gli Stati Uniti. Studenti hanno organizzato raduni in diverse università in ricordo delle persone rimaste uccise nelle recenti contestazioni. Lo riferisce Iran International, che si basa su notizie che arrivano da gruppi studenteschi e media locali.
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Iran International, con sede a Londra, cita il canale Telegram United Students secondo cui all’Università di Teheran gli studenti si sono radunati all’esterno della libreria centrale e hanno intonato lo slogan ‘Morte al dittatore’. Iniziative analoghe sono state segnalate all’Università Ferdowsi di Mashhad, all’Università iraniana di Scienza e tecnologia, alla Sharif University of Technology e alla Khajeh Nasir University nella capitale. Secondo la newsletter degli studenti dell’ateneo l’accesso al campus Seyed Khandan è stato limitato a un solo ingresso e unità dei Basij sono entrate nel campus in coordinamento con le forze di sicurezza. Denunciati tentativi di identificare gli studenti.
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Ieri ci sono state notizie di proteste e scontri nei campus universitari con slogan contro il regime, dopo la dura repressione delle manifestazioni esplose a dicembre. Le nuove proteste si registrano mentre in molte zone dell’Iran si commemorano – passati 40 giorni dalla morte – le vittime della repressione, un rito radicato nella società iraniana.
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Diverse colonne di fumo sono state segnalate nella città di Parand, nella provincia di Teheran. E’ confermato anche un esteso blackout elettrico.
“,”postId”:”6722f54c-fa85-473c-8859-c85d66a87e82″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T10:42:00.410Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T11:42:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Nyt, Khamenei prepara la \”successione\”: ascesa di Larijani”,”content”:”
Direttive ai suoi su come andare avanti in caso di uccisione in un eventuale attacco americano o israeliano. E’ quello a cui avrebbe lavorato la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, secondo il New York Times. Stando al giornale il mese scorso Khamenei ha ‘promosso’ Ali Larijani, ex comandante dei Pasdaran, veterano della politica iraniana, per 12 anni capo del Parlamento considerato tra gli uomini più fidati della Guida Suprema e oggi segretario del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale dell’Iran, a un ruolo cruciale, ponendolo di fatto alla guida del Paese con un’ascesa che ha messo da parte il presidente Masoud Pezeshkian.
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Il Nyt cita interviste con sei funzionari iraniani di alto grado, due ex diplomatici della Repubblica islamica, tre uomini dei Guardiani della Rivoluzione e notizie dei media locali secondo cui il 67enne Larijani – che non è considerato comunque un possibile successore di Khamenei – è stato incaricato per la repressione delle recenti proteste, tiene a freno il dissenso, supervisiona i negoziati con gli Usa sul controverso programma nucleare della Repubblica islamica, gestisce il lavoro diplomatico con alleati di Teheran, come la Russia (dove è stato di recente accolto da Vladimir Putin), e attori regionali come Qatar e Oman, che fa da mediatore nei negoziati indiretti con Washington. Secondo il Nyt, sta anche definendo piani per la gestione del Paese in caso di attacco all’Iran.
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\”Diverse persone vicine\” a Donald Trump \”gli stanno consigliando di non bombardare l’Iran\”: è quanto riferito in conversazione con Axios dal senatore repubblicano Lindsey Graham, considerato un alleato del presidente Usa. Axios aggiunge che Graham ha invitato Trump \”a ignorare\” tali consigli. \”Capisco le preoccupazioni riguardo a grandi operazioni militari in Medio Oriente, dati i precedenti\”, ha osservato il senatore nelle dichiarazioni al media digitale. \”Tuttavia, le voci che consigliano di non farsi coinvolgere direttamente sembrano ignorare le conseguenze di lasciare che il male agisca senza controllo\”, ha aggiunto. Questa settimana, Graham ha visitato il Medio Oriente, discutendo del dossier iraniano con i leader di Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Il senatore, scrive ancora Axios, è convinto che ci sia \”una opportunità\” per \”portare un cambiamento storico\” in Iran. \”Ma mi è sempre più chiaro che le voci contrarie all’implicazione militare e ai rischi associati a un’azione decisiva stanno diventando più forti. Il tempo dirà come evolverà la situazione\”, ha affermato.
“,”postId”:”d98c36e6-c7fb-4097-8014-735fb89ae179″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T10:08:42.310Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T11:08:42+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Un funzionario: \”Divergenze ma colloqui con gli Usa ad inizio marzo\””,”content”:”
Nonostante le divergenze tra Iran e Stati Uniti sulla revoca delle sanzioni, la diplomazia non si ferma: un nuovo round di colloqui potrebbe tenersi a inizio marzo. Lo ha affermato un alto funzionario iraniano alla Reuters, le cui dichiarazioni vengono rilanciate dai media indipendenti iraniani. Secondo la stessa fonte, Washington e Teheran hanno opinioni diverse in particolare sulla portata e sul meccanismo per revocare le sanzioni contro l’Iran in cambio di limitazioni al suo programma nucleare. L’alto funzionario iraniano ha detto, inoltre, che la Repubblica Islamica potrebbe seriamente prendere in considerazione una combinazione di trasferimento all’estero di parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito, la riduzione del livello di arricchimento e la formazione di un consorzio regionale per l’arricchimento, ma in cambio deve essere riconosciuto il diritto dell’Iran all’\”arricchimento nucleare pacifico\”. Sempre secondo la stessa fonte, un altro ciclo di colloqui tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti si terrà probabilmente all’inizio del mese prossimo e che \”è possibile raggiungere un accordo provvisorio in tali colloqui\”. L’alto funzionario iraniano ha sottolineato, infine, che Teheran non cederà il controllo delle sue risorse petrolifere e minerarie, ma che le aziende statunitensi potranno sempre partecipare come appaltatori ai giacimenti di petrolio e gas dell’Iran. Dopo il secondo round negoziale a Ginevra il 18 febbraio, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato venerdì di aspettarsi di avere una bozza di controproposta pronta entro pochi giorni dai colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti di questa settimana. Il presidente Usa Donald Trump ha invece affermato di valutare la possibilità di attacchi militari limitati.
“,”postId”:”ab675c5a-ef8a-44d1-ab27-db07f07f96f4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T10:00:31.923Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T11:00:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Stefania Craxi: \”Urge sussulto della comunità internazionale\””,”content”:”
\”Sparare contro studenti inermi, colpire giovani che manifestano pacificamente nei campus universitari, scatenare la milizia Basiji contro il dissenso: siamo in presenza, di fatto, di esecuzioni sommarie, di una repressione brutale e disperata di un potere che ha perso la ragione. Ma la repressione brutale di un dissenso non più contenibile non rafforza il regime, ma ne accelera solo la sua caduta. Urge un sussulto della comunità internazionale, una risposta concreta per fermare il massacro di una intera generazione di giovani iraniani\”. Così Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama.
“,”postId”:”7ed91095-209d-4d62-abf2-7e85625d003b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T09:34:21.213Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T10:34:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Resistenza al regime con parata di moto a Teheran”,”content”:”
Le proteste in corso contro il regime iraniano hanno visto protagoniste due unità di motociclisti delle ‘Unità della Resistenza’, composte sia da uomini che da donne, che hanno sfilato coraggiosamente per le strade di Teheran. A riferire dell’audace parata con lo slogan \”We can and We Must\”, è la segreteria del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri), in un comunicato. L’iniziativa di protesta è avvenuta in occasione del 40esimo giorno di commemorazione dei martiri della rivolta di gennaio, venerdi’. I membri di queste unità portavano bandiere con l’emblema dell’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln). \”Questa audace azione si è svolta in condizioni di dura repressione, nonostante la massiccia presenza di telecamere di sorveglianza e l’ampio controllo delle forze repressive. Su alcune delle bandiere issate era incisa la frase ‘Possiamo e Dobbiamo’\”, ha sottolineato il comunicato del Cnri. Questo slogan, pronunciato da Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, sottolinea che \”il rovesciamento di questo regime è possibile e deve essere realizzato\”, conclude la nota.
“,”postId”:”34429f2a-5429-4b50-a2f0-4fd7a8af81ed”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T08:51:27.622Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T09:51:27+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: \”Forze navali e aeree dei Paesi Ue sono organizzazioni terroristiche\””,”content”:”
L’Iran, tramite il ministero degli Esteri, ha reso noto di aver designato \”le forze navali e aeree di tutti i Paesi membri dell’Ue\” come \”organizzazioni terroristiche\”. E’ quanto hanno riferito nelle scorse ore i media iraniani precisando che il dicastero parla di \”principio di reciprocità\” in \”risposta\” alla decisione \”illegale e ingiustificata\” da parte dell’Ue sui Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani.
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Giovedì scorso il Consiglio europeo ha formalizzato l’inserimento del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Ue.
“,”postId”:”0b5b873d-d891-40c2-82f9-c68638b76aa9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T08:38:36.540Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T09:38:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran condanna \”l’appoggio all’espansionismo israeliano\” di Huckabee”,”content”:”
Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha condannato i recenti commenti dell’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, il quale ha suggerito che Israele avrebbe una sorta di diritto biblico su un’ampia porzione del Medio Oriente. \”Le dichiarazioni di Huckabee sono una chiara testimonianza della complicità attiva americana nelle guerre di aggressione espansionistiche del regime israeliano, così come nel suo genocidio coloniale contro i palestinesi\”, ha sottolineato Baghaei, secondo quanto riportato da Irna. \”…Tale retorica ideologica estremista non farà che incoraggiare ulteriormente il regime occupante a perseverare nei suoi crimini atroci e nelle misure illegali contro i palestinesi, nonché nella sua continua aggressione contro le nazioni della regione\”, ha aggiunto.
“,”postId”:”8d9abfc9-f350-4ea8-b0b0-826d690daab0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T08:06:17.630Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T09:06:17+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Witkoff: \”Trump curioso sul perché Teheran non ha capitolato\””,”content”:”
Steve Witkoff, inviato di Donald Trump, conferma di aver incontrato Reza Pahlavi su indicazione di Trump e sull’Iran è chiaro: il presidente degli Stati Uniti si chiede come mai l’Iran non abbia \”capitolato\” di fronte al pressing militare nel contesto dei timori per il controverso programma nucleare della Repubblica Islamica. Trump è \”curioso\” di sapere le motivazioni della posizione di Teheran di fronte alle minacciate conseguenze in assenza di un accordo.
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\”Non voglio usare la parola ‘frustrato’, perché sa di avere molte alternative, ma è curioso del perché, non vorrei usare il termine ‘capitolato’, ma proprio del perché non abbiano capitolato\”, ha detto Witkoff dopo i negoziati indiretti con Teheran con la mediazione dell’Oman.
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\”Perché, sotto queste pressioni, con la quantità di potenza marittima e navale che abbiamo, non siano venuti da noi a dirci, ‘affermiamo di non vogliamo un’arma, quindi questo è quello che siamo pronti a fare’?\”, ha proseguito in un’intervista a Lara Trump per Fox News. \”E’ difficile convincerli a farlo\”, ha aggiunto, senza dettagli sull’incontro con Reza Pahlavi avvenuto su indicazione del tycoon. \”E’ una persona forte per il suo Paese e ha a cuore il suo Paese\”, ha aggiunto Witkoff.
“,”postId”:”73e51091-18d1-4153-9e7e-4d2cf861fac5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T07:31:27.321Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T08:31:27+0100″,”video”:{“videoId”:”1076345″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/iran-teheran-non-ci-piegheremo-a-pressioni-internazionali-1076345″},”altBackground”:true,”title”:”Iran, Teheran: \”Non ci piegheremo alle pressioni internazionali\”. VIDEO”,”postId”:”4c17562a-092b-4058-8cd3-6f55e69ea91d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T07:12:38.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T08:12:38+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, colloquio telefonico tra ministro degli Esteri e il capo dell’Aiea”,”content”:”
Il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno avuto stamani una conversazione telefonica per discutere i recenti sviluppi nei colloqui Teheran-Washington. Le due parti hanno scambiato opinioni sull’attuale traiettoria del processo diplomatico e sugli sviluppi regionali legati ai negoziati. Secondo Mehr, hanno sottolineato l’importanza di un’interazione costruttiva e dell’uso del dialogo come meccanismo per far avanzare i negoziati e raggiungere un’intesa sostenibile.
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Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
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L’inviato speciale degli Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha dichiarato a Fox News di aver incontrato il principe Reza Pahlavi e lo ha elogiato. \”L’ho incontrato su richiesta del presidente Trump. E’ una persona potente per il suo Paese e ha a cuore il suo Paese\”, ha riferito Witkoff. \”Ma questa questione è in ultima analisi legata alle politiche del presidente Trump\”, ha sottolineato l’inviato degli Stati Uniti.
“,”postId”:”8663a997-1b76-4631-bf2a-a1edf749ce7d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T06:46:56.584Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T07:46:56+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, secondo Axios \”i consiglieri di Trump a favore delle pressioni ma non di un attacco\””,”content”:”
Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha dichiarato ad Axios che alcuni dei più stretti consiglieri di Trump gli hanno suggerito di astenersi dall’attaccare militarmente il governo iraniano. Secondo la stessa fonte, lo stanno incoraggiando a respingere l’azione militare e a usare la pressione militare per ottenere concessioni dal regime iraniano. Nel frattempo, ci sarebbero dubbi nell’entourage di Trump sull’efficienza e la saggezza di dare il via a operazioni militari per spingere a un cambio di regime in Iran. \”Capisco le preoccupazioni relative alle operazioni militari su larga scala in Medio Oriente e alle difficili situazioni del passato, ma coloro che sconsigliano una simile mossa ignorano le conseguenze dell’abbandono del contenimento del male\”, ha affermato Graham. Dopo la sua recente visita nella regione, il senatore repubblicano ha sottolineato di essere giunto alla conclusione che \”in Iran si è presentata un’opportunità storica di cambiamento, ma le voci contrarie al conflitto stanno chiaramente crescendo\”.
“,”postId”:”6d5347bd-f169-4f6f-a50c-95351096e0d6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T05:54:38.728Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T06:54:38+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, decine di aerei Usa in base militare in Giordania”,”content”:”
Una base militare in Giordania sta ospitando decine di aerei statunitensi in un contesto di forte rafforzamento della presenza militare americana in Medio Oriente nell’ottica di un possibile intervento contro l’Iran. Lo riferisce il New York Times, secondo il quale – sulla base di analisi di immagini satellitari e dati di tracciamento dei voli – oltre 60 aerei da attacco e almeno 68 velivoli da trasporto sarebbero atterrati nell’ultima settimana presso la Muwaffaq Salti Air Base, a est di Amman.
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Il numero di velivoli presenti rappresenta un forte aumento rispetto alla normale dotazione della base: i caccia sarebbero circa tre volte più numerosi rispetto alla media. Tra i mezzi schierati figurerebbero anche diversi F-35.
“,”postId”:”99c06147-65a4-42f2-9c93-77b4968b4b59″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T05:54:14.395Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T06:54:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”I Pasdaran preparano Hezbollah in previsione della guerra\””,”content”:”
Il quotidiano saudita Al-Arabiya scrive che gli ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran hanno di fatto preso il comando di Hezbollah in previsione di una guerra con gli Stati Uniti e Israele, mentre i funzionari libanesi avrebbero preso in considerazione la possibilità che il loro Paese venga convolto nel conflitto. Lo riporta The Times of Israel. Gli ufficiali dei Pasdaran, alcuni dei quali sono arrivati di recente in Libano dall’Iran, hanno il compito di ricostruire le capacità militari di Hezbollah, che sono state notevolmente indebolite nei 14 mesi di combattimenti con Israele, conclusisi con una tregua nel novembre 2024, aggiunge Al-Arabiya, citando fonti vicine a Hezbollah.
“,”postId”:”14d33aaf-8054-4310-b65a-a379c43c6a49″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-22T05:53:11.356Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-22T06:53:11+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran designa le forze aeree e marine dell’UE come organizzazioni terroristiche”,”content”:”
L’Iran designa le \”forze navali e aeree\” degli Stati membri dell’Unione Europea come organizzazioni terroristiche. E’ la risposta di Teheran alla \”decisione illegale e ingiustificata\” presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell’accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio. Lo ha affermato una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano.
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\”La decisione dei governi dell’UE è contraria ai principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite\” si legge nella dichiarazione, citata dall’IRNA, che cita una legge iraniana del 2019, approvata dopo che gli Stati Uniti hanno designato le Guardie Rivoluzionarie come organizzazioni terroristiche, che stabilisce che \”tutti i Paesi che in qualsiasi modo rispettano o sostengono la decisione degli Stati Uniti saranno soggetti a misure reciproche\”. Il 1° febbraio, il Parlamento iraniano ha designato gli \”eserciti europei\” come organizzazioni terroristiche.
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Per Teheran la via diplomatica con Washington ha buone possibilità: “Ci sono buone chance che un’intesa possa essere raggiunta. Stiamo lavorando su alcuni elementi dell’accordo con gli Stati Uniti”, ha detto il ministro degli esteri Araghchi, anticipando come possibile un nuovo round di colloqui giovedì a Ginevra con inviati Usa. L’incontro è stato poi confermato dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi. Anche gli Usa si dicono pronti a nuovi colloqui se entro 48 ore Teheran invierà una proposta dettagliata sul nucleare. Ma secondo il New York Times Trump ha detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco mirato non indurranno l’Iran ad accettare le sue richieste di abbandonare il programma nucleare, allora prenderà in considerazione un attacco più pesante nei prossimi mesi per rovesciare la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei.
Una sorta di ultimatum per la Guida Suprema che intanto ha fatto schierare i missili lungo il confine con l’Iraq e avrebbe preparato anche una dettagliata linea di successione sia militare che governativa. Intanto, monta la protesta negli atenei iraniani. Gli studenti denunciano arresti e irruzioni violente delle Guardie rivoluzionarie.
L’Iran avrebbe raggiunto un accordo segreto da 500 milioni di dollari con la Russia per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l’intesa è stata firmata lo scorso dicembre a Mosca e prevede che la Russia consegni 500 Verba, uno dei sistemi di difesa aerea russi più avanzati, e 2.500 missili ‘9M336’.
Intanto, l’Iran ha designato le “forze navali e aeree” degli Stati membri dell’Unione Europea come organizzazioni terroristiche. È la risposta di Teheran alla “decisione illegale e ingiustificata” presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell’accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio.
Approfondimenti:
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
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Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Difendere e preservare l’ideologia e l’integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L’organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall’ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
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L’Armada di Trump che minaccia l’Iran: cos’è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
L’Armada di Trump che minaccia l’Iran: cos’è e da cosa è composta
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New York Times: ‘Trump è propenso a un attacco mirato all’Iran’
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco mirato non indurranno l’Iran ad accettare le sue richieste di abbandonare il programma nucleare, allora prenderà in considerazione un attacco più pesante nei prossimi mesi. Lo riporta il New York Times, sottolineando che l’incontro fra le delegazioni iraniana e americana giovedì a Ginevra sembra essere l’ultimo tentativo per evitare un conflitto militare. Trump sarebbe propenso a un condurre un attacco nei prossimi giorni per dimostrare all’Iran che deve accettare di rinunciare alla capacità di avere un’arma nucleare. Se questo e la diplomazia non dovessero funzionare, Trump lascerà aperta la porta a un attacco militare entro la fine dell’anno per rovesciare la Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei.
Shirin Neshat: ‘Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran’
L’artista iraniana ha curato recentemente la regia di “Orfeo ed Euridice” al Teatro Regio di Parma. “È stata un’esperienza intensa”, ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d’ispirazione per poeti, artisti, scrittori.
Shirin Neshat: ‘Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran’
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Iran, media: “Netanyahu ‘preoccupato’ da atteggiamento Trump”
Dopo il suo ultimo incontro a Washington con
Donald Trump, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha
espresso a un funzionario Usa la preoccupazione che il presidente degli
Stati Uniti non sia piu’ sulla sua stessa linea riguardo l’approccio da
adottare nei confronti dell’Iran. Lo riporta Canale 12. “E’ ancora con
noi?, avrebbe detto Netanyahu al funzionario, “sono preoccupato”.
Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l’accordo sul nucleare
Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si sono incontrati in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.
Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l’accordo sul nucleare
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Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
A dare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa.
Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
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Araghchi e al-Busaidi discutono prossimi colloqui
Il ministro degli Esteri iraniano ha discusso al
telefono con il suo omologo omanita Badr al-Busaidi dei colloqui indiretti
con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. Lo riferiscono i
media iraniani riportando un comunicato ufficiale. “Durante la
conversazione, le due parti hanno discusso delle modalita’ di
organizzazione dei prossimi colloqui” mediati dall’Oman e previsti
giovedi’ a Ginevra, si legge.
Trump, il discorso sullo stato dell’Unione: temi e anticipazioni
È in programma nella serata di martedì 24 febbraio 2026 (orario degli Stati Uniti, nella notte italiana fra martedì e mercoledì) il secondo Discorso sullo stato dell’Unione del secondo mandato presidenziale di Donald Trump. L’inquilino della Casa Bianca è atteso di fronte al Congresso riunito in seduta comune, dove presenterà ai parlamentari il bilancio dell’ultimo anno e le politiche che intende adottare nel prossimo futuro. Si tratta di un discorso molto atteso, per diverse ragioni: ecco che cosa ci si può aspettare.
Trump, il discorso sullo stato dell’Unione: temi e anticipazioni
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Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
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Media: “Netanyahu riunito con funzionari della sicurezza, focus su Hezbollah”
In vista della riunione del gabinetto di sicurezza di stasera, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha incontrato una ristretta cerchia di consiglieri e funzionari della sicurezza per discutere di cosa potrebbe fare Hezbollah se gli Stati Uniti attaccassero l’Iran. Lo riporta Channel 12.
Secondo il quotidiano, tra i funzionari israeliani c’è disaccordo sulla volontà di Hezbollah di entrare in guerra con Israele.
Araqchi risponde a Witkoff: “Non ci arrendiamo perché siamo iraniani”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha risposto alle dichiarazioni dell’inviato statunitense Steve Witkoff, secondo cui il presidente Donald Trump era “curioso di sapere perché l’Iran non si è arreso”.
Araqchi ha precisato: “Curioso di sapere perché non ci arrendiamo? Perché siamo iraniani!”. Lo scrive Ynet.
Pezeshkian: “L’Iran è pronto per qualsiasi potenziale scenario”
“I recenti negoziati hanno comportato lo scambio di proposte concrete e hanno prodotto segnali incoraggianti”. Lo ha affermato oggi il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su X. “Tuttavia, continuiamo a monitorare attentamente le azioni degli Stati Uniti e abbiamo preso tutti i preparativi necessari per qualsiasi potenziale scenario”, ha aggiunto.
Tajani domani a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà domani a Bruxelles per partecipare alla riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Il Consiglio Affari Esteri si concentrerà innanzitutto sull’Ucraina alla vigilia del quarto anniversario dell’aggressione russa. Il focus delle discussioni sarà sul sostegno a Kyiv, specie nel settore energetico, sugli sforzi diplomatici in corso e il contributo europeo alle garanzie di sicurezza, nonché sull’aumento della pressione sanzionatoria su Mosca specie nel contrasto alla flotta ombra. Nel corso della sua missione a Bruxelles, Tajani parteciperà ad una videoconferenza dei Paesi del G7 in cui i ministri del Commercio affronteranno il tema delle materie critiche e la preparazione della Ministeriale OMC di Yaoundé. Tajani presiederà infine una nuova riunione della “Task Force dazi” con 40 imprese italiane e circa 80 associazioni di categoria, per discutere della decisione dell’Amministrazione americana di rivedere temporaneamente i dazi. In agenda al Cae anche una sessione sulla situazione in Medio Oriente, all’indomani della prima riunione formale del “Board of Peace” per Gaza, presieduta dal Presidente statunitense Donald Trump, a cui Tajani ha partecipato per l’Italia in qualità di osservatore. Al centro delle discussioni il contributo europeo all’avvio della “fase due” del piano di pace americano, che prevede la smilitarizzazione e la ricostruzione della Striscia, e il dispiegamento della Forza di stabilizzazione (Isf) per rafforzare gli aiuti e favorire il ritiro delle Idf. I ministri avranno anche uno scambio con l’Alto Rappresentante per Gaza, Nikolay Mladenov. I 27 affronteranno infine la situazione in Iran e lo sviluppo dei negoziati sul programma nucleare.
L’Oman conferma: “Giovedì a Ginevra nuovo round di colloqui Iran-Usa”
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, ha confermato che giovedì Stati Uniti e Iran terranno un altro round di negoziati a Ginevra. “Ci sarà una spinta positiva per compiere un altro passo verso la conclusione dell’accordo”, ha scritto su X, scrive Ynet.
Media: “I sauditi vorrebbero che sia rovesciato il regime di Khamenei”
Una fonte della famiglia reale saudita ha dichiarato alla testata israeliana N12 che la soluzione non è più una mossa militare isolata, ma un profondo e fondamentale cambiamento a Teheran, fino al punto di eliminare la Guida Suprema Ali Khamenei e i suoi uomini. E’ quanto si legge sul sito di N12. “L’unica soluzione è un cambio di regime in Iran, in un modo o nell’altro”, ha affermato la fonte della famiglia reale saudita. “Se il regime in Iran verrà rovesciato, dovrà sorgere un governo forte che sappia concentrare i poteri in una mano forte e responsabile della sicurezza, e non ripetere il modello di un governo tecnocratico debole come quello esistito in Iraq”. “Dopo che i manifestanti avranno perso la fiducia in Trump, la soluzione sarà quella di eliminare uno a uno i vertici, a cominciare da Khamenei, in modo che non rimanga nessun leader, e poi indire le elezioni”, ha continuato la fonte reale saudita. “I manifestanti stanno tornando in piazza con il chiaro sostegno americano, con la promessa che non ci sarà alcun intervento diretto ma un attacco contro qualsiasi elemento di sicurezza che cerchi di reprimerli”, ha aggiunto. “Pahlavi a quanto pare non è accettabile per la maggior parte dell’opinione pubblica iraniana”. “Trump – dice ancora la fonte – ha perso l’occasione di eliminare i vertici dell’apparato di sicurezza del regime in Iran che in passato avevano represso le manifestazioni, perdendo così la fiducia dei dimostranti. Se Trump vuole mantenere la promessa di proteggere i manifestanti, come potrà farlo se non elimina coloro che li hanno assassinati? È necessaria un’azione chirurgica: danneggiare infrastrutture vitali ed eliminare i comandanti delle forze dell’ordine che hanno agito contro i manifestanti”.
Araghchi: “Se attaccati è nostro diritto difenderci”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi
ha avvertito che Teheran risponderebbe a qualsiasi attacco degli Stati
Uniti, pur lasciando aperta la porta a una soluzione diplomatica e
annunciando l’attesa di un nuovo round di colloqui a Ginevra entro la fine
della settimana. In un’intervista alla rete statunitense Cbs, Araghchi ha
affermato che esiste una “buona possibilita'” che i negoziati con
Washington possano evitare nuovi raid militari, sottolineando tuttavia che
l’Iran rivendica il diritto a proseguire l’arricchimento dell’uranio per
scopi civili e a colpire gli interessi americani in Medio Oriente in caso
di aggressione. “Se gli Stati Uniti ci attaccano, allora abbiamo pieno
diritto di difenderci. Se gli Stati Uniti ci attaccano, e’ un atto di
aggressione. Quello che faremo in risposta sara’ un atto di autodifesa”,
ha dichiarato il capo della diplomazia iraniana, aggiungendo che, non
potendo colpire il territorio americano, Teheran potrebbe prendere di mira
basi statunitensi nella regione. Nonostante le minacce, il ministro ha
ribadito la volonta’ di perseguire una soluzione negoziale, definendola
possibile sulla base di un accordo ‘win-win’. Dopo un recente ciclo di
colloqui a Ginevra, Teheran ha annunciato di essere al lavoro su una
proposta di intesa, pronta nel giro di pochi giorni. “I negoziati
continuano e stiamo lavorando sugli elementi di un accordo e sulla bozza
del testo”, ha spiegato Araghchi, dicendosi convinto che un nuovo incontro
previsto probabilmente per giovedi’ a Ginevra possa permettere di
preparare un testo condiviso e arrivare rapidamente a un’intesa. Resta
pero’ il nodo dell’arricchimento dell’uranio, osteggiato dagli Stati
Uniti. “Come Paese sovrano, abbiamo pieno diritto di decidere da soli”, ha
concluso il ministro iraniano.
Idf: “Ucciso un palestinese in Cisgiordania, voleva lanciare una bomba”
L’Idf annuncia che i soldati israeliani hanno sparato e ucciso un palestinese che aveva tentato di lanciare un ordigno esplosivo contro le forze israeliane in Cisgiordania la scorsa notte. Lo scrive The Times of Israel. Secondo quanto riferito dall’esercito, durante un raid nel villaggio di Beit Furik, a est di Nablus, le truppe della Brigata regionale di Samaria hanno individuato due palestinesi che si avvicinavano brandendo esplosivi.
“Le truppe hanno aperto il fuoco contro i terroristi per allontanare la minaccia”, afferma l’esercito, aggiungendo che i soldati “hanno ucciso un terrorista e neutralizzato l’altro”.
L’Iran rivendica il diritto a difendersi in caso di attacco Usa
L’Iran difende il diritto a difendersi in caso di attacco degli Stati Uniti. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista a Cbs. “Se gli Stati Uniti ci attaccano, abbiamo tutto il diritto di difenderci”, di fronte a un “atto di aggressione”, qualsiasi risposta “è giustificata e legittima”, ha messo in evidenza.
Ft: “L’Iran ha un accordo segreto con Mosca per acquistare armi”
L’Iran ha raggiunto un accordo segreto da 500 milioni di dollari con la Russia per l’acquisto di migliaia di missili avanzati da spalla. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l’intesa è stata firmata lo scorso dicembre a Mosca e prevede che la Russia consegni 500 Verba, uno dei sistemi di difesa aerea russi più avanzati, e 2.500 missili ‘9M336’.
Araghchi: “Nostri missili non raggiungo Usa ma basi sì”
“I nostri missili non possono colpire i territori
americani, ma colpiremo le basi”. Lo ha dichiarato in un’intervista alla
Cbs il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parlando
dell’ipotesi di uno scontro militare con gli Stati Uniti.
Iran: “Stiamo lavorando ad alcuni elementi dell’accordo con gli Usa”
L’Iran sta lavorando su alcuni elementi” dell’accordo con gli Stati Uniti”. Lo ha detto il ministro degli esteri Abbas Araghchi in un’intervista a Cbs
Araghchi: “Buone chance per accordo con gli Usa”
Per il ministro degli Esteri iraniano, Abbas
Araghchi, “ci sono buone chance per un accordo” con gli Stati Uniti sul
nucleare. Lo ha detto in un’intervista alla Cbs.
Nucleare, Araghchi: “Possibile incontro a Ginevra giovedì”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi,
ritiene “ancora alla portata” una soluzione politica con gli Stati Uniti e
giudica “possibile un incontro giovedi’ a Ginevra” con gli inviati
americani. “Stiamo lavorando sugli aspetti dell’accordo, sulla sua bozza e
sull’organizzazione di un incontro con la parte americana giovedi’
prossimo a Ginevra”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran in
un’intervista alla Cbs. “Raggiungere un accordo con Washington e’ a
portata di mano e ci sono aspetti che potrebbero essere migliori
dell’accordo del 2015”, ha evidenziato. “Stiamo discutendo attualmente
solo della questione nucleare e abbiamo il diritto di arricchire l’uranio
e di avere energia pacifica”, ha aggiunto. Araghchi ha tuttavia
sottolineato: “La forza militare americana non ci spaventera’ e non ce
n’e’ bisogno”.
Gruppioni(FdI): “A Parigi per la libertà delle donne iraniane”
“Nella Giornata internazionale della donna il nostro pensiero va alle donne iraniane che guidano la resistenza contro un regime che nega diritti e libertà fondamentali. La loro leadership è oggi il volto più netto della richiesta di democrazia in Iran. Essere donna in questo Paese significa vivere sotto minaccia: arresti, violenze, intimidazioni per aver chiesto ciò che dovrebbe essere intoccabile, cioè libertà di scelta, di parola, di vita. Il regime colpisce loro perché sa che sono il motore del cambiamento. Le donne iraniane però non si piegano: hanno trasformato la paura in organizzazione, la repressione in mobilitazione, la protesta in visione politica. Non servono frasi di circostanza. Serve chiarezza. Di fronte a chi rischia tutto per la libertà, l’ambiguità è una resa. Le donne iraniane stanno scrivendo una pagina di storia e meritano sostegno vero, non silenzi prudenti. Il loro coraggio è la prova che nessun potere è eterno quando le donne decidono di guidare il futuro”. Così Naike Gruppioni, deputato di Fratelli d’Italia alla Camera, relatrice nella conferenza internazionale di Parigi in materia.
Witkoff: “Trump è curioso sul perché l’Iran non ha ancora capitolato”
Donald Trump è “curioso” di sapere come mai l’Iran non ha ancora capitolato e accettato di limitare il suo programma nucleare nonostante la significativa forza militare schierata dagli Stati Uniti. Lo ha detto Steve Witkoff, l’inviato del presidente, in un’intervista a Fox. “Non voglio usare la parola frustrato perché sa di avere molte alternative, ma è curioso di sapere perché non l’abbiano fatto”, ha spiegato Witkoff.
Media: “Coloni irrompono alla moschea al Aqsa a Gerusalemme est”
Decine di coloni israeliani hanno assaltato oggi la moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est occupata, nel quinto giorno del mese di digiuno musulmano del Ramadan. Lo riportano i media palestinesi, scrive Anadolu.
I coloni sono entrati nel luogo e hanno eseguito rituali talmudici e provocatori nei cortili della moschea sotto la protezione della polizia israeliana, ha precisato l’agenzia di stampa ufficiale Wafa, precisando che l’incursione dei coloni faceva parte di una serie di ripetute misure israeliane “per apportare cambiamenti demografici alla moschea e a Gerusalemme Est”.
I residenti palestinesi di Gerusalemme Est occupata sono spesso oggetto di attacchi durante le incursioni dei coloni, tra cui aggressioni fisiche ai fedeli e restrizioni all’accesso alla moschea. Il Ramadan è iniziato mercoledì in diversi Paesi arabi e musulmani. Ogni anno, durante il mese sacro per i musulmani, Israele impone misure di sicurezza rafforzate a Gerusalemme Est occupata e nei suoi dintorni, imponendo severe restrizioni all’accesso dei palestinesi ad Al-Aqsa.
Media: “Usa pronti a nuovi colloqui venerdì se Iran invia proposta in 48h”
Gli Stati Uniti sono pronti a un nuovo round di colloqui con l’Iran venerdì a Ginevra, se entro le prossime 48 ore riceveranno una proposta iraniana dettagliata per un accordo nucleare. Lo riporta Axios citando alcuni funzionari americani, secondo cui l’attuale spinta diplomatica è probabilmente l’ultima possibilità che il presidente Trump darà all’Iran prima di lanciare una massiccia operazione militare Usa-Israele che potrebbe colpire direttamente la Guida Suprema Ali Khamenei.
Nucleare, Axios: se bozza Teheran in 48 ore, venerdì colloqui
I negoziatori statunitensi sono pronti a tenere un altro round di colloqui con l’Iran venerdi’ a Ginevra se riceveranno una proposta iraniana dettagliata per un accordo nucleare nelle prossime 48 ore. Lo riporta Axios citando un alto funzionario americano. Secondo il funzionario americano citato, gli
attuali sforzi diplomatici rappresentano “l’ultima possibilita’ per
l’Iran”. Tuttavia, afferma ancora ad Axios, “Trump potrebbe cambiare idea
e colpire in qualsiasi momento ma molti dei suoi consiglieri lo esortano a
pazientare”. Sul tavolo c’e’ anche l’ipotesi di un accordo provvisorio.
Netanyahu, premier indiano Modi in visita in Israele mercoledì
Il primo ministro indiano Narendra Modi visiterà Israele mercoledì. Lo ha dichiarato il suo omologo israeliano Benyamin Netanyahu. “Il primo ministro indiano, Narendra Modi, arriverà qui; terrà un discorso alla Knesset e sono sicuro che sarete tutti presenti”, ha dichiarato Netanyahu all’apertura di una riunione di gabinetto. Netanyahu ha elogiato i crescenti legami tra i due Paesi. “Il tessuto delle relazioni si è rafforzato e (Modi) verrà qui affinché possiamo rafforzarlo ulteriormente”, ha affermato, citando la cooperazione in ambito economico, diplomatico e di sicurezza. Modi aveva già visitato Israele come premier nel 2017, prima che Netanyahu si recasse in visita in India l’anno successivo.
Nyt: “Khamenei ha schierato i missili e preparato la successione”
L’Iran ritiene che attacchi militari Usa siano “inevitabili e imminenti”, nonostante nel frattempo le due parti continuino i negoziati sul programma nucleare di Teheran, e ha approntato un piano di difesa e risposta, con “lanciatori di missili balistici” già posizionati sul confine occidentale con l’Iraq e lungo le coste meridionali sul Golfo Persico: lo riporta il New York Times, citando diverse fonti delle Guardie della Rivoluzione e alti funzionari. Tali missili, hanno aggiunto le fonti, sono ritenuti “in grado di colpire Israele” e raggiungere le basi statunitensi nella regione. In aggiunta, il leader supremo Ali Khamenei avrebbe “emesso una serie di direttive” per organizzare una linea di successione interna in caso il regime venisse colpito seriamente, con “quattro livelli di successione” per ogni incarico militare e governativo di alto livello. È anche contemplato lo scenario in cui lui stesso “venga ucciso”.
Stando a diversi alti funzionari e membri delle Guardie, il leader supremo ha incaricato il massimo responsabile della sicurezza nazionale, Ali Larijani, e un ristretto gruppo di collaboratori politici e militari di “garantire che la Repubblica Islamica sopravviva non solo a eventuali bombardamenti americani e israeliani”, ma anche a “possibili tentativi di assassinio della sua leadership”. “La guida suprema si fida completamente di Larijani. Ritiene che sia l’uomo giusto per questo momento delicato”, ha spiegato Nasser Imani, analista conservatore vicino al governo degli ayatollah.
Iran, universitari in protesta. Tensioni con gli Usa
Ancora proteste in Iran, in un contesto di continua tensione con gli Stati Uniti. Studenti hanno organizzato raduni in diverse università in ricordo delle persone rimaste uccise nelle recenti contestazioni. Lo riferisce Iran International, che si basa su notizie che arrivano da gruppi studenteschi e media locali. Iran International, con sede a Londra, cita il canale Telegram United Students secondo cui all’Università di Teheran gli studenti si sono radunati all’esterno della libreria centrale e hanno intonato lo slogan ‘Morte al dittatore’. Iniziative analoghe sono state segnalate all’Università Ferdowsi di Mashhad, all’Università iraniana di Scienza e tecnologia, alla Sharif University of Technology e alla Khajeh Nasir University nella capitale. Secondo la newsletter degli studenti dell’ateneo l’accesso al campus Seyed Khandan è stato limitato a un solo ingresso e unità dei Basij sono entrate nel campus in coordinamento con le forze di sicurezza. Denunciati tentativi di identificare gli studenti. Ieri ci sono state notizie di proteste e scontri nei campus universitari con slogan contro il regime, dopo la dura repressione delle manifestazioni esplose a dicembre. Le nuove proteste si registrano mentre in molte zone dell’Iran si commemorano – passati 40 giorni dalla morte – le vittime della repressione, un rito radicato nella società iraniana.
Seconda giornata di proteste degli studenti, “botte e arresti”
Gli studenti di diverse università iraniane si sono mobilitati per una seconda giornata di proteste e sit-in contro il governo, dopo che le loro lezioni erano state sospese dalle autorità all’inizio delle manifestazioni di gennaio. I partecipanti alle contestazioni hanno commemorato il 40esimo giorno da quel drammatico episodio, in cui si registrarono migliaia di morti, tra cui diversi studenti. In molti casi, quelle uccisioni erano state attribuite alle forze di sicurezza. Stando a video sui social e dichiarazioni di gruppi studenteschi, membri del Basij (ala militare delle Guardie Rivoluzionarie) hanno fatto irruzione nelle università, hanno chiuso i cancelli e hanno “aggredito e picchiato” gli studenti in protesta. Gli attivisti affermano inoltre che “decine di studenti” sono stati “arrestati con violenza. Gli agenti intervenuti avrebbero inoltre “deposto” bandiere di Stati Uniti e Israele esposte e simboli di sostegno a Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià oggi in esilio. Ad aderire alle contestazioni odierne sono stati iscritti a diverse università di Teheran e di altre città, tra cui Mashhad. Nelle manifestazioni e sit-in sono stati scanditi slogan come “Abbasso Khamenei”, “Basij, Guardie Rivoluzionarie! Siete l’ISIS in Iran”, così come di sostegno a Pahlavi. È inoltre stata chiesta la scarcerazione di detenuti nelle proteste di gennaio e la revoca di condanne a morte decise per diversi di loro.
Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco
Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l’Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l’economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un’armada “imponente” in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.
Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco
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Proteste nei campus universitari, scandito lo slogan “morte al dittatore”
Ancora proteste in Iran, in un contesto di continua tensione con gli Stati Uniti. Studenti hanno organizzato raduni in diverse università in ricordo delle persone rimaste uccise nelle recenti contestazioni. Lo riferisce Iran International, che si basa su notizie che arrivano da gruppi studenteschi e media locali.
Iran International, con sede a Londra, cita il canale Telegram United Students secondo cui all’Università di Teheran gli studenti si sono radunati all’esterno della libreria centrale e hanno intonato lo slogan ‘Morte al dittatore’. Iniziative analoghe sono state segnalate all’Università Ferdowsi di Mashhad, all’Università iraniana di Scienza e tecnologia, alla Sharif University of Technology e alla Khajeh Nasir University nella capitale. Secondo la newsletter degli studenti dell’ateneo l’accesso al campus Seyed Khandan è stato limitato a un solo ingresso e unità dei Basij sono entrate nel campus in coordinamento con le forze di sicurezza. Denunciati tentativi di identificare gli studenti.
Ieri ci sono state notizie di proteste e scontri nei campus universitari con slogan contro il regime, dopo la dura repressione delle manifestazioni esplose a dicembre. Le nuove proteste si registrano mentre in molte zone dell’Iran si commemorano – passati 40 giorni dalla morte – le vittime della repressione, un rito radicato nella società iraniana.
Diverse colonne di fumo nella città di Parand
Diverse colonne di fumo sono state segnalate nella città di Parand, nella provincia di Teheran. E’ confermato anche un esteso blackout elettrico.
Nyt, Khamenei prepara la “successione”: ascesa di Larijani
Direttive ai suoi su come andare avanti in caso di uccisione in un eventuale attacco americano o israeliano. E’ quello a cui avrebbe lavorato la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, secondo il New York Times. Stando al giornale il mese scorso Khamenei ha ‘promosso’ Ali Larijani, ex comandante dei Pasdaran, veterano della politica iraniana, per 12 anni capo del Parlamento considerato tra gli uomini più fidati della Guida Suprema e oggi segretario del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale dell’Iran, a un ruolo cruciale, ponendolo di fatto alla guida del Paese con un’ascesa che ha messo da parte il presidente Masoud Pezeshkian.
Il Nyt cita interviste con sei funzionari iraniani di alto grado, due ex diplomatici della Repubblica islamica, tre uomini dei Guardiani della Rivoluzione e notizie dei media locali secondo cui il 67enne Larijani – che non è considerato comunque un possibile successore di Khamenei – è stato incaricato per la repressione delle recenti proteste, tiene a freno il dissenso, supervisiona i negoziati con gli Usa sul controverso programma nucleare della Repubblica islamica, gestisce il lavoro diplomatico con alleati di Teheran, come la Russia (dove è stato di recente accolto da Vladimir Putin), e attori regionali come Qatar e Oman, che fa da mediatore nei negoziati indiretti con Washington. Secondo il Nyt, sta anche definendo piani per la gestione del Paese in caso di attacco all’Iran.
L’Iran decreta le forze armate UE come organizzazioni terroristiche. VIDEO
Graham: “Persone vicine a Trump gli dicono di non attaccare l’Iran”
“Diverse persone vicine” a Donald Trump “gli stanno consigliando di non bombardare l’Iran”: è quanto riferito in conversazione con Axios dal senatore repubblicano Lindsey Graham, considerato un alleato del presidente Usa. Axios aggiunge che Graham ha invitato Trump “a ignorare” tali consigli. “Capisco le preoccupazioni riguardo a grandi operazioni militari in Medio Oriente, dati i precedenti”, ha osservato il senatore nelle dichiarazioni al media digitale. “Tuttavia, le voci che consigliano di non farsi coinvolgere direttamente sembrano ignorare le conseguenze di lasciare che il male agisca senza controllo”, ha aggiunto. Questa settimana, Graham ha visitato il Medio Oriente, discutendo del dossier iraniano con i leader di Israele, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Il senatore, scrive ancora Axios, è convinto che ci sia “una opportunità” per “portare un cambiamento storico” in Iran. “Ma mi è sempre più chiaro che le voci contrarie all’implicazione militare e ai rischi associati a un’azione decisiva stanno diventando più forti. Il tempo dirà come evolverà la situazione”, ha affermato.
©Ansa
Un funzionario: “Divergenze ma colloqui con gli Usa ad inizio marzo”
Nonostante le divergenze tra Iran e Stati Uniti sulla revoca delle sanzioni, la diplomazia non si ferma: un nuovo round di colloqui potrebbe tenersi a inizio marzo. Lo ha affermato un alto funzionario iraniano alla Reuters, le cui dichiarazioni vengono rilanciate dai media indipendenti iraniani. Secondo la stessa fonte, Washington e Teheran hanno opinioni diverse in particolare sulla portata e sul meccanismo per revocare le sanzioni contro l’Iran in cambio di limitazioni al suo programma nucleare. L’alto funzionario iraniano ha detto, inoltre, che la Repubblica Islamica potrebbe seriamente prendere in considerazione una combinazione di trasferimento all’estero di parte delle sue scorte di uranio altamente arricchito, la riduzione del livello di arricchimento e la formazione di un consorzio regionale per l’arricchimento, ma in cambio deve essere riconosciuto il diritto dell’Iran all'”arricchimento nucleare pacifico”. Sempre secondo la stessa fonte, un altro ciclo di colloqui tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti si terrà probabilmente all’inizio del mese prossimo e che “è possibile raggiungere un accordo provvisorio in tali colloqui”. L’alto funzionario iraniano ha sottolineato, infine, che Teheran non cederà il controllo delle sue risorse petrolifere e minerarie, ma che le aziende statunitensi potranno sempre partecipare come appaltatori ai giacimenti di petrolio e gas dell’Iran. Dopo il secondo round negoziale a Ginevra il 18 febbraio, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato venerdì di aspettarsi di avere una bozza di controproposta pronta entro pochi giorni dai colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti di questa settimana. Il presidente Usa Donald Trump ha invece affermato di valutare la possibilità di attacchi militari limitati.
Iran, Stefania Craxi: “Urge sussulto della comunità internazionale”
“Sparare contro studenti inermi, colpire giovani che manifestano pacificamente nei campus universitari, scatenare la milizia Basiji contro il dissenso: siamo in presenza, di fatto, di esecuzioni sommarie, di una repressione brutale e disperata di un potere che ha perso la ragione. Ma la repressione brutale di un dissenso non più contenibile non rafforza il regime, ma ne accelera solo la sua caduta. Urge un sussulto della comunità internazionale, una risposta concreta per fermare il massacro di una intera generazione di giovani iraniani”. Così Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della Commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama.
Resistenza al regime con parata di moto a Teheran
Le proteste in corso contro il regime iraniano hanno visto protagoniste due unità di motociclisti delle ‘Unità della Resistenza’, composte sia da uomini che da donne, che hanno sfilato coraggiosamente per le strade di Teheran. A riferire dell’audace parata con lo slogan “We can and We Must”, è la segreteria del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri), in un comunicato. L’iniziativa di protesta è avvenuta in occasione del 40esimo giorno di commemorazione dei martiri della rivolta di gennaio, venerdi’. I membri di queste unità portavano bandiere con l’emblema dell’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln). “Questa audace azione si è svolta in condizioni di dura repressione, nonostante la massiccia presenza di telecamere di sorveglianza e l’ampio controllo delle forze repressive. Su alcune delle bandiere issate era incisa la frase ‘Possiamo e Dobbiamo'”, ha sottolineato il comunicato del Cnri. Questo slogan, pronunciato da Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, sottolinea che “il rovesciamento di questo regime è possibile e deve essere realizzato”, conclude la nota.
Teheran: “Forze navali e aeree dei Paesi Ue sono organizzazioni terroristiche”
L’Iran, tramite il ministero degli Esteri, ha reso noto di aver designato “le forze navali e aeree di tutti i Paesi membri dell’Ue” come “organizzazioni terroristiche”. E’ quanto hanno riferito nelle scorse ore i media iraniani precisando che il dicastero parla di “principio di reciprocità” in “risposta” alla decisione “illegale e ingiustificata” da parte dell’Ue sui Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani.
Giovedì scorso il Consiglio europeo ha formalizzato l’inserimento del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Ue.
Teheran condanna “l’appoggio all’espansionismo israeliano” di Huckabee
Esmaeil Baghaei, portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, ha condannato i recenti commenti dell’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, il quale ha suggerito che Israele avrebbe una sorta di diritto biblico su un’ampia porzione del Medio Oriente. “Le dichiarazioni di Huckabee sono una chiara testimonianza della complicità attiva americana nelle guerre di aggressione espansionistiche del regime israeliano, così come nel suo genocidio coloniale contro i palestinesi”, ha sottolineato Baghaei, secondo quanto riportato da Irna. “…Tale retorica ideologica estremista non farà che incoraggiare ulteriormente il regime occupante a perseverare nei suoi crimini atroci e nelle misure illegali contro i palestinesi, nonché nella sua continua aggressione contro le nazioni della regione”, ha aggiunto.
Iran, Witkoff: “Trump curioso sul perché Teheran non ha capitolato”
Steve Witkoff, inviato di Donald Trump, conferma di aver incontrato Reza Pahlavi su indicazione di Trump e sull’Iran è chiaro: il presidente degli Stati Uniti si chiede come mai l’Iran non abbia “capitolato” di fronte al pressing militare nel contesto dei timori per il controverso programma nucleare della Repubblica Islamica. Trump è “curioso” di sapere le motivazioni della posizione di Teheran di fronte alle minacciate conseguenze in assenza di un accordo.
“Non voglio usare la parola ‘frustrato’, perché sa di avere molte alternative, ma è curioso del perché, non vorrei usare il termine ‘capitolato’, ma proprio del perché non abbiano capitolato”, ha detto Witkoff dopo i negoziati indiretti con Teheran con la mediazione dell’Oman.
“Perché, sotto queste pressioni, con la quantità di potenza marittima e navale che abbiamo, non siano venuti da noi a dirci, ‘affermiamo di non vogliamo un’arma, quindi questo è quello che siamo pronti a fare’?”, ha proseguito in un’intervista a Lara Trump per Fox News. “E’ difficile convincerli a farlo”, ha aggiunto, senza dettagli sull’incontro con Reza Pahlavi avvenuto su indicazione del tycoon. “E’ una persona forte per il suo Paese e ha a cuore il suo Paese”, ha aggiunto Witkoff.
Iran, Teheran: “Non ci piegheremo alle pressioni internazionali”. VIDEO
Iran, colloquio telefonico tra ministro degli Esteri e il capo dell’Aiea
Il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno avuto stamani una conversazione telefonica per discutere i recenti sviluppi nei colloqui Teheran-Washington. Le due parti hanno scambiato opinioni sull’attuale traiettoria del processo diplomatico e sugli sviluppi regionali legati ai negoziati. Secondo Mehr, hanno sottolineato l’importanza di un’interazione costruttiva e dell’uso del dialogo come meccanismo per far avanzare i negoziati e raggiungere un’intesa sostenibile.
Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
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Witkoff ha incontrato Reza Pahlavi: “Potente ma gli Usa sono cruciali”
L’inviato speciale degli Usa per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha dichiarato a Fox News di aver incontrato il principe Reza Pahlavi e lo ha elogiato. “L’ho incontrato su richiesta del presidente Trump. E’ una persona potente per il suo Paese e ha a cuore il suo Paese”, ha riferito Witkoff. “Ma questa questione è in ultima analisi legata alle politiche del presidente Trump”, ha sottolineato l’inviato degli Stati Uniti.
©Ansa
Iran, secondo Axios “i consiglieri di Trump a favore delle pressioni ma non di un attacco”
Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha dichiarato ad Axios che alcuni dei più stretti consiglieri di Trump gli hanno suggerito di astenersi dall’attaccare militarmente il governo iraniano. Secondo la stessa fonte, lo stanno incoraggiando a respingere l’azione militare e a usare la pressione militare per ottenere concessioni dal regime iraniano. Nel frattempo, ci sarebbero dubbi nell’entourage di Trump sull’efficienza e la saggezza di dare il via a operazioni militari per spingere a un cambio di regime in Iran. “Capisco le preoccupazioni relative alle operazioni militari su larga scala in Medio Oriente e alle difficili situazioni del passato, ma coloro che sconsigliano una simile mossa ignorano le conseguenze dell’abbandono del contenimento del male”, ha affermato Graham. Dopo la sua recente visita nella regione, il senatore repubblicano ha sottolineato di essere giunto alla conclusione che “in Iran si è presentata un’opportunità storica di cambiamento, ma le voci contrarie al conflitto stanno chiaramente crescendo”.
Iran, decine di aerei Usa in base militare in Giordania
Una base militare in Giordania sta ospitando decine di aerei statunitensi in un contesto di forte rafforzamento della presenza militare americana in Medio Oriente nell’ottica di un possibile intervento contro l’Iran. Lo riferisce il New York Times, secondo il quale – sulla base di analisi di immagini satellitari e dati di tracciamento dei voli – oltre 60 aerei da attacco e almeno 68 velivoli da trasporto sarebbero atterrati nell’ultima settimana presso la Muwaffaq Salti Air Base, a est di Amman.
Il numero di velivoli presenti rappresenta un forte aumento rispetto alla normale dotazione della base: i caccia sarebbero circa tre volte più numerosi rispetto alla media. Tra i mezzi schierati figurerebbero anche diversi F-35.
Media: “I Pasdaran preparano Hezbollah in previsione della guerra”
Il quotidiano saudita Al-Arabiya scrive che gli ufficiali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran hanno di fatto preso il comando di Hezbollah in previsione di una guerra con gli Stati Uniti e Israele, mentre i funzionari libanesi avrebbero preso in considerazione la possibilità che il loro Paese venga convolto nel conflitto. Lo riporta The Times of Israel. Gli ufficiali dei Pasdaran, alcuni dei quali sono arrivati di recente in Libano dall’Iran, hanno il compito di ricostruire le capacità militari di Hezbollah, che sono state notevolmente indebolite nei 14 mesi di combattimenti con Israele, conclusisi con una tregua nel novembre 2024, aggiunge Al-Arabiya, citando fonti vicine a Hezbollah.
Iran designa le forze aeree e marine dell’UE come organizzazioni terroristiche
L’Iran designa le “forze navali e aeree” degli Stati membri dell’Unione Europea come organizzazioni terroristiche. E’ la risposta di Teheran alla “decisione illegale e ingiustificata” presa lo scorso giovedì dal Consiglio europeo, che ha inserito le Guardie Rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche, a seguito dell’accordo del Consiglio Affari Esteri del 29 gennaio. Lo ha affermato una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano.
“La decisione dei governi dell’UE è contraria ai principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite” si legge nella dichiarazione, citata dall’IRNA, che cita una legge iraniana del 2019, approvata dopo che gli Stati Uniti hanno designato le Guardie Rivoluzionarie come organizzazioni terroristiche, che stabilisce che “tutti i Paesi che in qualsiasi modo rispettano o sostengono la decisione degli Stati Uniti saranno soggetti a misure reciproche”. Il 1° febbraio, il Parlamento iraniano ha designato gli “eserciti europei” come organizzazioni terroristiche.